Inserito da: titona | Luglio 3, 2009

ricette di bahia

non solo perchè l’ho detto, ma anche per provare a interagire con quello che leggendo si è formato nella mia immaginazione. se amado cita, attraverso teresa, dolci  sensualità da gustare facendo passare la seduzione come spesso accade anche dalla parte olfattiva, io non posso non provare a ricreare le stesse sensazioni. la mia ricerca mi ha portata a scoprire alcune foodblogger davvero interessanti. e che sorpresa trovare non solo chi posta una ricetta che cercavo ma che di bahia è nativa. e adesso tocca a me mantenere la promessa e superare la mia ostilità al cocco e all’olio di palma, anche se credo che nel week potrei mettere alla prova un altro tipo di olio nella stessa preparazione.  se la cocada mi è sembrata la ricetta più semplice da provare altre mi hanno stuzzicato come questa e questa ma devo andare con ordine e iniziare da una. e quindi cocada sia. la ricetta originale nel link sopra, la mia la posterò nella settimana che arriva. oggi ci prepariamo alla tesina, pregustiamo la prima passeggiata al mare mia e di gamba di legno e aspettiamo con ansia che lunedì sia tutto finito. vero mitch?

Per chi ha già superato lo scoglio maturità (non importa da quanto) la scelta è fra godere delle meritate vacanze e voler ricominciare daccapo. io, ma è soltanto una mia personalissima idea, vorrei ricominciare inseguendo una libellula su un prato.

prato

Inserito da: titona | Giugno 29, 2009

la zona

e potrei parlare della famosissima dieta, o del gioco di alcune squadre ma invece di zona “postriboli” si tratta. il libro che ha cambiato il mio modo di vedere e intendere la zona è Teresa Batista stanca di guerra, chi me l’ha consigliato sapeva mi sarebbe piaciuto e così è stato. la fativa iniziale a comprendere e ricordare nomi e idiomi brasiliani ha compensato l’entusiasmo che via via accendeva in me la protagonista. che costretta nella “zona”, di meretricio e commercio, protetta da angeli custodi e divinità, riesce a ribaltare a sorpresa le sue sorti. leggendolo in questo ultimo mese, ascoltando i notiziari che di altro non parlavano che di ville in sardegna,di feste e  di ragazze compiacenti, ho avuto come l’impressione che ci fossero analogie e similitudini eccentriche e sorprendenti. uomini i potere corrotti e corruttibili, bancari affascinanti, colti e inflessibili, viziosi ma legati a un contegno forzato. donne pronte a tutto pur di non rimaner nell’ombra del zitellaggio. e allora forse di questo si trattava quando la famosa dieta a zona si fece strada…di affamare le ragazze! A parte i giochi di parole e le mie delusioni il libro mi è piaciuto davvero tanto e ringrazio colei che me l’ha suggerito. Ora passerò a un altro titolo dello stesso autore e mi cimenterò nella ricerca di una ricetta delle speciaità di Bahia perchè io son curiosa e golosa.

Inserito da: titona | Giugno 25, 2009

la notte prima

che è davvero diversa e molto più interessante della prima notte. perchè la notte prima è ancora tutto una matassa di aspettativa, paura, sensazioni. e vale per tutte le notti prima. prima del si, prima degli esami, prima di un intervento, prima di un appuntamento importante. la notte prima è lunga lunghissima, è piena di cose da pensare e da preparare dentro di me. le cose da dire, quelle da indossare, le cose da evitare e da fare assolutamente. io che non sono una che ama organizzare ma che le cose se le  fa cadere addosso adoro vivere le notti prima. anche se la tensione è al massimo, se il sonno non arriva, anche se girando e rigirando nel letto ora caldo ora freddo, la posizione non si trova. e vivo e rivivo il momento, con fotografie diverse, con filmati sempre nuovi, con tutto il repertorio di capelli e scarpe e visi perfetti. a occhi aperti aspettare il giono dopo. e accorgersi che come per la notte di natale …la notte prima era quella bellissima! alla fine la notte prima degli esami di mitch, che per due giorni è stato latitante, la più tesa ero io. e l’ho passata a imapstare la sua torta che se la mattina di una giornata importante la colazione è quella che preferisci le cose potrebbero iniziare con il piede giusto.

la torta al cioccolatoIngredienti:

200 gr di cioccolato fondente – 150 grammi di zucchero a velo -150 grammi di buro -  vaniglia – 4 uova – 2 cucchiai di farina – un pizzico di sale

Preparazione:

sciogliere il cioccolato con il burro a bagno maria, lasciar intiepidire e aggiundere i tuorli uno dopo l’altro, aggiungere il secondo quando è stato incorporato il primo e così via. vaniglia, zucchero, farina e alla fine gli albumi montati a neve fermissima con un pizzico di sale. tortiera unta di burro e cosparsa di farina, in forno a 160 gradi coperta da foglio alluminio per un’ora. togliere il foglio solo alla fine e lascire ancora qualche minuto prima di sfornare.

ps: sono andata a letto con il mio libro ma non con la stessa ansia da notte prima…chiederò di essere interrogata. almeno quello.

Inserito da: titona | Giugno 24, 2009

l’è ora adess

mamma non riesco a credere che non andrò più a scuola. me lo dice il mio ragazzo il 7 giugno. ah! l’è ora adess! lo so tesor, ti mancherà. e vorresti non esser mai arrivato in ritardo per non perdere neanche un minuto e non vorresti esser mancato neanche un giorno e vorresti ricominciare daccapo per godere appieno di ogni istante. è la vita ragazzo mi verrebbe da dire. ma lo scoprirai da solo. non vale se te lo dico io. soprattutto se te lo dico io tu non ci credi. adesso ti mancherà la scuola, anche se devi fare la volata maturità, anche se ancora i libri sono sparsi ovunque, anche se non hai ancora scelto il tuo indirizzo futuro. non sarà mai più banco, compagno, compito in classe, bidella. merenda, prof, ingiustizia, interrogazione , gruppo. impegno fisso dalla materna a oggi. facce diverse ma sempre con il denominatore comune della strada da percorrere insieme.

la scuola intera è come l’ultima gita con i compagni è una coperta corta. comunque la tiri non copre quanto vorresti. e adesso siamo alla notte prima degli esami. e di una cosa così importante, quello che viene da pensare è al film, alle cavolate che poi alla fine è quello che farete voi ragazzi che studiate gli ultimi due giorni come se servisse, che vi ritrovate a casa di uno o dell’altro dove finirete inevitabilmente per far casino e penso che cos’ì dev’essere, che io della maturità la cosa che più ricordo sono le battute finali a casa mia, a cercar di concentrarci, di trovar un verso allo studio ma poi…riuscivamo infine ad architettare scherzi atroci alle compagne. che proprio in settimana dopo trentanni di silenzio ritroviamo e stentiamo a ritrovare. sei arrivato alla maturità ragazzo mio, smemorino adorato ma lo sai vero “l’è ora adess!”

quasimaturo

Inserito da: titona | Giugno 14, 2009

il matrimonio è un mezzo

Marco&Teresa Un mezzo di trasporto…perchè ce ne vuole tanto per portare tutto quello che sento io dentro quello che senti tu e viceversa e tanto per non buttarne neanche una goccia e nel trasporto se tracima qualcosa bisogna raccoglierlo con pazienza e conservarlo per tempi più duri…

Un mezzo di contrasto…perchè chi è sposato lo sa che il matrimonio tira fuori il peggio di noi. e nei momenti meno opportuni. l’odio più odio, la pigrizia più lenta, l’insofferenza e l’egoismo, la voglia di dir sempre la cosa opposta per il gusto di …

Un mezzo di comunicazione…perchè ascoltare anche se non dici nulla è il più forte sistema per comunicare, perchè parlare anche se non sai ascoltare potrebbe sembrare tempo perso ma poi lo sai che quanto ho detto prima o poi salterà fuori.

Un mezzo di sostentamento, perchè spesso insieme meglio si sopporta e se riuscendo a condivider fatiche e pianti, disavventure e risate si passa a fare di un solo mezzo un grande intero.

Questo è quello che ho scritto, più o meno, nel biglietto che accompagnava il regalo che ho fatto a mio nipote, l’unico, nel giorno del suo finalmente matrimonio. questo è quello che penso e che sono. solo una cosa mancava in questo giorno che bellissimo davvero e caldo e tanto ha dato: mia sorella. e come sempre, ogni volta che mi rendo conto, resto sospesa col nodo in gola a sperar che si sciolga al sole.

ps: la carriola è quanto di più bello esista come analogia al mezzo: equilibrio, precarietà, fatica.

Inserito da: titona | Giugno 2, 2009

auto/imposizione

me la sono fatta questo week. DEVO lavare la macchina. i sedili sono inaffrontabili, l’abitacolo è una discarica, l’odore è da denuncia. mesi di malattia di babbo hanno inciso parecchio, poi trasportar legna da ardere, poi isole ecologiche affrontate con la consapevolezza che tanto l’auto era già sporca e allora vai! vetro plastica lattine tonnoinscatolaefuori carta cartone polistirolo umido e umidiccio…strano ancora neanche un fungo? poca umidità …nonostante il babbo ce ne mettesse…poi un uomo vero (vero!) mi ha teso una mano, anzi due braccia, un piazzale, un aspiratore, un compressore e tanta buona volontà. mi ha smontato i sedili dietro, ha aperto il cofano e messo acqua dove serviva, mi ha addirittura offerto un caffè rinfrescante! in quanto marito di monica posso solo essere grata e ripagarlo con quello che un uomo si aspetta da una donna. un piatto di tagliatelle al ragù.

tagliatelle al ragù coi piselli

tagliatelle al ragù coi piselli

serve la ricetta? io impasto nella planetaria 150 gr di farina 0 con 50 gr di semola rimacinata, 2 uova. la termino impastando a mano e la faccio riposare coperta a campana per almeno mezz’ora. la tiro con l’imperia, parto dalla posizione 1 infarino, 2 infarino, 3 e poi 4. lascio le sfoglie all’aria per 5 minuti e poi le taglio a tagliatella. Per il ragù mi sono limitata ad aggiungere una scatola di piselli a quello preparato per le lasagne e avanzato nel coccio. cotte le tagliatelle in abbondande acqua salata, appena a galla scolate, saltate in padella con ragù, un goccio d’acqua di cottura della pasta, olio e parmiggiano alla fine.

ps

i sedili sono ancora al sole, l’auto dopo 4 ore di cure amorevoli, vaporella, aspirapolvere, detergenti e sapone al fiele è tornata come nuova. e adesso guai a chi la tocca. il problema è…dove carico babbo adesso??

Inserito da: titona | Maggio 31, 2009

100 km in graticola

la 100 kilometri del passatore è la maratona (granfondo) da molti definita la corsa più bella del mondo. sono così tante le persone che conosco che hanno partecipato a questo massacro, così tanti gli amici partiti anche senza essere allenati, così tanti i vecchietti, gli strani, le bandiere che vedo passare da casa (il primo passa alle 21 e 20 circa, gli ultimi la mattina verso le 10) che non nego di averci pensato anche io. lontanamente ma, ci ho pensato. di farla in bici naturalmente! Si parte con il treno, bici al seguito, la mattina della 100 da Faenza. si arriva a Firenze, giroingiro e poi al via, via! dietro a chi corre, dietro ai campioni, ai culoni, ai calzoncini …volevo esserci da tanti anni, poi sempre qualcosa. quest’anno mi ha bloccata il freddo che è ritornato prepotente ma soprattutto l’invito di un amico. faccio la sagra del castrato a casa mia, venite? In pratica aspettando che passi il primo…noi partiamo dal secondo! bella la serata, freschina ma migliore della precedente, belle le tavolate, bella la compagnia e buona, buona davvero la carne cotta alla griglia dai mastri cucinieri. era tanto che non passavo una serata così piacevole. con la sorpresa finale dei biscotti di Michela, i più buoni biscotti che io abbia mai assaggiato alla fine di una sagra. glassati all’anice poi, che non mi piace. supplicherò ricetta.
Ahh, primo Calcaterra che è passato così in forma che sembrava appena partito e invece aveva nelle gambe già 95 km percorsi.

Inserito da: titona | Maggio 30, 2009

una dose

in romagna la dose è la giusta quantità. una dose di lievito, una dose di baci, una dose di risate, una dose di cose. sempre più spesso mi capita di andare a letto con l’urgenza di far colazione. la mia dose quotidiana di golosità senza freni. mi spiego. non vedo l’ora di aprire gli occhi, già dormita, pronta a scendere e a compiere il mio rito quotidiano preferito. la colazione. momento sublime di pace, di golosità e di coccole molto personali. è per questo che chiudo gli occhi stretti stretti, infilo le mani sotto il cuscino e cerco di dormire subito. per svegliarmi e ritrovare forse l’unico momento in cui mi vizio. non mi basta mai un caffè e via…Prima un mug di acqua e limone, poi un kiwi mangiato col cucchiaino, poi quello che mi va di spiluccare e allora fette biscottate con il miele, zuccherini, biscotti, ravioli con la marmellata, crostata, brioches, corn flakes e quando posso pancakes poi, il caffè o il cappuccio e in tv quello che piace a me. o musica o notizie. a seconda dell’umore. no per essere più precisa la combinazione perfetta è: sveglia alle 6e50 e oroscopo sulla 7, una fettabiscottata, controprova dell’oroscopo su canale 5 e plum cake e poi il meteo di Sottocorona sempre sulla 7, caffè e… dopo Vaime, un canale musicale. la mattina presto è tutta mia. oggi me la sono cucinata così:

crostad'arancia

crostad'arancia

Per la crostata:
500 gr di farina doppio zero
100 grammi di burro morbido
2 uova intere
un pizzico di sale
150 grammi di zucchero
una dose di lievito (una bustina)

Mettere nel frullatore tutti gli ingredienti. Formare una palla. Mettere in frigorifero 15′ poi tirarla fra due fogli di carta forno cercando di dimensionare poco più grande della teglia.
foderare la teglia, riempire con abbondante marmellata (la mia di arance handmade) creare striscioline di pasta da gratellare sulla marmellata e infornare a 170° per mezz’ora.
Sicuramente avanzerà della pasta. Utilizzarla per minicrostatine o per ravioli dolci ripieni.

Non vedo l’ora che sia di nuovo ora di colazione.

Inserito da: titona | Maggio 25, 2009

le mamme lo sentono sempre

e non mi so spiegare il motivo. e non credo sia una mia prerogativa perchè la mia mamma era uguale uguale. sapeva esattamente quando le stavo raccontando una bugia, sapeva quando avevo avuto un incontro diverso dal solito, si è persino accorta il giorno del mio primo bacio di qualcosa di diverso in me (poi vaglielo a spiegare che un cugino di una mia amica mi aveva dato una lezione di bacio per farle un favore, perchè io a quattordici anni ancor non avevo esperienza. e come spiegare che per superare il senso di disagio e di colpa e di “ma cosa sto facendo” mi sono convinta che il bacio era davvero schifido?) tutto questo per dire che io sabato ho “sentito” che c’era qualcosa che non andava, Michi era al lavoro, via da due giorni, ci eravamo appena sentiti, tutto a posto, pà in mansarda a cottura lenta, io a prendere un gelato con lo staff Mna. ci eravamo appena sentiti ma io ho chiamato il suo cell. e lui mi ha detto non adesso mà, non è un buon momento. ho sentito la voce del sangue al naso, ho tremato e non mi richiamava. ho mandato un messaggio, sono preoccupata stai male? lui mi ha chiamata: sono al pronto soccorso a cesena. tutto a posto devono fare dei controlli, inversione a u, ci è venuto addosso, stai tranquilla. arrivo. no. si. come vuoi. ho sentito distintamente mio figlio aveva bisogno di me. abbiamo passato la domenica sera in un pronto soccorso in cui era finito il ghiaccio perchè c’era stata la nove colli di ciclismo…9 colli e neanche una testa. il collega di mio figlio che guidava la moto con la quale sono caduti aveva una spalla e un ginocchio gonfissimi e neanche un pochino di ghiaccio. e ripeteva mi dispiace mi dispiace come se fosse stata colpa sua. e un ragazzino, stessa età del mio, mi porge la mano e dice sono stato io. colpa mia. e come faccio ad arrabbiarmi con lui? sono madre. potrebbe capitare a mio figlio. un inversione a U che non doveva fare. una lezione senza consegueze orrende. una lezione da cui lui può imparare e da cui mio figlio potrà imparare spero. quanti compagni di Michi han viaggiato con noi. può capitare. per fortuna niente di troppo grave. spero. dopo gli accertamenti più approfonditi. Una nottata con un sacchetto di zucca congelata sull’ematoma, che ora diventerà una ciambella con la zucca …che mica posso ricongelarla…

Inserito da: titona | Maggio 19, 2009

cosa leggono le donne?

tanto per iniziare leggono le etichette. io almeno me le leggo tutte. ho triplicato il tempo per fare la spesa e dimezzato le cose che metto nel carrello. niente merendine, biscotti, torte preconfezionate. niente che contenga grassi vegetali non specificati. l’olio di palma presente nella maggioranza dei prodotti, gelati compresi, è veleno per chi soffre di colesterolo o ha problemi di cistifellea. impossibile digerirlo diventa placca che si attacca dentro di noi dove prende prende…. quindi ho elimitato quasi tutte le cioccolate che non siano una in particolare che trovo solo alla Lidl. anche le più famose hanno stramaledetti oli vegetali che, mentre in germania sono specificati: oliva, arachide, mais, girasole, palma, colza…da noi no. e io non compro. c’è scritto strutto? viva! lo so, lo prendo se mi va! meglio lo strutto della palma. c’è burro? viva! ok lo affronterò…e poi leggono la corrispondenza. io leggo la corrispondenza che mio marito sembra analfabeta quando si tratta di Gentile cliente…e allora lotte con le tariffe, con la spesa dell’igiene ambientale, (ma quale spesa che IO porto tutto all’isola?) Hera per me potrebbe non viaggiare. con la spesa della tariffa bioraria dell’”Eneltruffa”, con la spesa della Telecom, abbaonamenti e “strozzamenti” lotte anche con mio figlio che a 19 anni no usa la testa, o forse non cellà, visto che una lettera indirizzata ai genitori di “MM” ci informa che il suddetto non ha ancora riconsegnato la pagella del primo quadrimestre. Ma povero, c’ha tanti pensieri lui…le donne leggono anche allo specchio, sul viso la sera, segni di desolata rassegnazione che la mattina lavano via prima di scendere a preparare la colazione.

latte e torta al cioccolato per lo smemorino.

lo sbadatino

ps: le donne leggono un libro in tandem con un amico che parla di romangna romantica e bella, poi fanno la tessera alla biblioteca e non si ricordano neanche il nome giusto dell’autore e del titolo da richiedere in prestito, quello che verrrà dopo la romagna e che segna la svolta della mia prima iscrizione alla biblioteca. son finalmente diventata grande.

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