Archivi del mese: marzo 2008

le vite degli altri

mi interessano, sono curiosa, mi piace anche interagire ma non sopporto che mi vengano imposte giocoforza. Io adoro viaggiare in treno e per lavoro sono costretta a farlo almeno una volta a settimana. Viaggi sonnecchiosi la mattina presto, quando con un pò di fortuna si riesce proprio a dormire nello scompartimento vuoto. Viaggi confusionari il pomeriggio al rientro. Passino i cattivi odori, che la gente non si lavi è risaputo e ce ne dà prova costante. Passino le spinte, i malumori e i posti sempre occupati. Passino le suonerie dei telefoni a volumi da sveglia…IO dico basta all’ascolto forzato delle altrui conversazioni telefoniche!

– chiamo il sindaco! caz..lo chiamo, chi dice che devo tagliare? E perchè devo tagliare (e via con un resoconto dettagliato di spese comunali e fondi di sostegno e analisi delle spese dei singoli enti….SCUSI? SCUSI? IO NON VORREI ASCOLTARE…

– sai che tico? è una putt… Prima mi ha mandato a cagare e poi adesso che sa che frequento MAR…mi richiama tutta zuccherosa…Tro…Sai che ho accesso ai dati di …? Sai che faccio? Io vado a vedere e poi li diffondo…SCUSI? CHIEDO SCUSA ANCHE A LEI…

la prego non mi costringa ad ascoltare la sua vita …è già tanto complicata la mia…oppure se volete parliamo insieme, condividiamo il viaggio, il malumore, guardiamoci negli occhi, stabiliamo un contatto. Sarebbe bello se il prossimo ci guardasse in faccia e si presentasse…forse ci farebbe meno paura. E potrei fargli anche assaggiare la mia Carlotta da viaggio.carlotta da casa

Per una teglia piccina di Carlotta da viaggio.

due fette di pane di segale – tre mele – un mezzo bicchiere di latte – buccia e succo di mezzo limone – zucchero brown equosolidale – cannella – uvetta – scorza d’arancia candita

bagnare il pane con il latte, tagliare con la mandolina le mele aggiungere cannella, scorza di limone e succo, ammollare l’uvetta con liquore a scelta (io ho usato un vin santo neanche tanto santo) tagliuzzare a listarelle le arance poi procedere come segue:

mettere una fetta pane su fondo della pirofilina che la contenga perfettamente, cospargere con una manciata di zucchero, unire le mele, l’uvetta, le scorze d’arancia, ancora poco zucchero, coprire con l’altra fetta di pane, ancora cannella, zucchero e infornare a 230° per circa 40′ Lasciare raffreddare e poi inserire in contenitore lunchbox per essere gustata in treno…guando a sorpresa arriva anche a me una telefonata e la voce di un amico mi conforta e mi parla di vento da rincorrere e di musica da promuovere. Le vite degli altri sono anche le nostre.

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un giro in barca

meglio di un un giro in banca, di questi tempi. Un giro in barca è il mio suggerimento per la gita del lunedì di Pasqua. Un giro in quelle barche guscio di noce, tipiche dei film inglesi, il laghetto, l’ombrellino, il silenzio rotto solo dallo sciabordio del remo nell’acqua. Solo così possiamo ascoltare quello che è dentro di noi e fare spazio alle vere necessità dell’essere. Con la compagnia dell’amato brontolone, un libro che dia svago e la crema per il sole. La colonna sonora della giornata, ma solo quando il giorno volge alla sera, potrebbe essere il cd “caterina e le altre” e che le arie di Perry Como, Wanda Osiris e del Quartetto Cetra vi rallegrino quanto rallegrano me. Nel mio cesto del pic nic non potrà mancare una macedonia di frutta freschissima condita con succo d’arancia spremuta, 1 tramezzino e una fetta di torta di mele o un pezzettone d’uovo di cioccolato extradark. In quello di Pà un paninone di salame, salsa chili e insalata, un trancio di focaccia con la mozzarella e una fetta di colomba.

Il mio tramez:

due fette di pane ai cereali morbidone. uno strato di Philadelphia light, una foglia di lattuga, tre foglioline di rucola, tre foglioline di cetriolo, tre fette di pomodoro, sale, olio evo, peperoncino abbondante.

Buona pasqua a tutti.

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è oggi

e oggi è il primo giorno di primavera (anche se Antonio mi dice che negli anni bisesti è il 20 il primo giorno di primavera) è venerdì santo, è il giorno prima del week end di Pasqua, è un giorno di vento forte (e io odio il vento forte) di mal di testa (!) e di ansia generale. Cerco di non pensare e di non parlare per non ferire.

Pranzo di magro:

polpo e patate – filetto di rombo con i porri – brodo di verdura.

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19 marzo

una festa per il papà. per fargli sapere che è importante. una festa che non dovrebbe, come molte altre, essere mercificata. sono rimasta colpita dalle asserzioni di uno psicologo che ha delineato la figura del miglior padre in quella del padre adottivo. sarebbe questo il migliore. non soggiogato dal legame di sangue e quindi ragionevolmente più razionale. un padre che ha scelto di essere padre. è vero. applauso a chi è padre adottivo. ma … io…applaudo anche chi diventa padre di figli non suoi, oggi così tanti e, che si ritrova a essere appoggio e sostegno di una madre sola e antagonista, di un padre naturale e spesso geloso. applauso a chi diventa padre bambino. quanti ventenni (ne conosco davvero tanti) si ritrovano con mogli bambine e neonati da gestire? e combattono e sbagliano e crescono e ci provano, con risultati spesso straordinari.

poi un applauso personale. al mio babbo. che mi ha dato oltre 20 anni di esempi e di affetto tangibile, di valzer ballati nell’ingresso di casa e di baci rubati alla mamma. un applauso per avermi fatto vedere che poteva esistere un amore così grande da durare 60 anni e un’allegria che contagiava anche noi figlie. un applauso ai suoi tozzoni. un applauso agli assegni staccati per aiutare. un applauso anche oggi, 88 anni, lontano con la mente ma riconoscibile dal mio cuore. grazie babbo. auguri a te.

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preferisco il lunedì

alle domeniche passate con un sacco di programmi che non riesco a terminare, ai cieli plumbei e alle pioggerelline improvvise, al vento che taglia la gola, al pranzo da sola. Allora lunedì sia. Di strichetti con ragù e piselli, di tagliatelle e di impasto per la focaccia. Di torta di mele e pane. Di scorze di arancia candite e poi vado al lavoro…va benevado vado.

Per il ragù romagnolo

4 hg di magro di manzo macinato 4 hg di carne di maiale macinata, 50 gr di prosciutto, trito di cipolla, sedano, carota. olio evo. noce moscata una grattatina, vino bianco, passata di pomodoro.

Soffriggere in un tegame di coccio (che fa la sua bella differenza) il trito di verdurine con poco olio, sale e acqua calda. aggiungere il prosciutto tagliato finefine, le due carni, far rosolare rimestando con cucchiaio di legno e poi aggiungere vino (qb) far evaporare quasi completamente, salare e aggiungere passata di pomodoro (una intera di pasata Mutti) poco triplo concentrato per colorare e far bollire adagio per due o tre ore. Se dovesse asciugare troppo aggiungere brodo (carne o verdura, quello che c’è) regolare di sale e pepe.

Nel momento di condire la pasta aggiungere a crudo olio e parmiggiano. ( ai miei strichetti ho aggiunto anche piselli in scatola)

Se poi riuscissi a farmi una reflex digitale o anche solo una digitale potrei provare a postare qualche foto.

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Vieni babbo.

Come sei bella! Grazie babbo. Mo sai che ti sei fatta ancora più bella? Grazie Babbo, sei sempre stato un adulatore eh? E che bei cosi che hai nelle gambe. sono jeans babbo. ne voglio comprare un paio anch’io. va bene babbo. dove andiamo adesso? A far la spesa. E chi guida? guido io, babbo. Babbo? e chi è babbo?

88 anni, un uomo forte, gran lavoratore, corteggiatore, ballerino, cuoco, padre, marito. ridotto a un mucchietto di ossa e senza il sostegno della memoria. maledetto alzheimer che non solo si porta via i ricordi e i moment, ma anche gli affetti e la pazienza. Vieni babbo…balliamo questo valzer. questo ancora te lo ricordi come si fa.

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adoro pareggiare

e non sto parlando di risultati sportivi, chè il quel caso preferisco vincere. adoro pareggiareil taglio delle torte.

di mele, per la precisione. Sono una mela addiction. Adoro coglierle, annusarle, morderle e cucinarle.

torta di mela – strudel di mele – la mela cotta – mela in padella – crumble di mela – mela con maiale – spinaci grana e mela

Adoro così tanto la mela che anche il mio computer è una mela :-)) e quindi…se faccio una torta di mele…il taglio non sarà mai abbastanza perfetto per me…fino a quando la torta non sarà inesorabilmente finita. nella mia panza.

La torta di mele di tutti i giorni

100 grammi di farina (grano saraceno e integrale mezza e mezza)

un bicchiere di latte (o succo di arancia, ananas, pesche se non ho latte)

1 uovo -1 limone

tre cucchiai di miele, cannella, zucchero di canna dulcita

un chilo abbondante di mele. uvetta sultanina.

Taglio le mele e le cospargo di succo di limone e di scorzette di limone .

Metto a rinvenire le uvette in marsala o rhum. Intanto nella planetaria faccio

montare l’uovo con il miele e la farina aggiungendo il latte man mano.

Unisco tutti gli altri ingredienti, metto in una teglia bassa e larga con carta forno,

spargo sotto e sopra di zucchero di canna e inforno per 45′ a 200°

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2 uova di tagliatelle con vergine al crudo

Oggi Pà ha passato l’aspirapolvere in tutta la cucina. Era perfetto mentre dirigeva a voce piena le mie intenzioni e poi quelle di Mitch …passa sotto il tavolo e adesso negli angoli irraggiungibili, di qua, di là… dopo tanto sforzo si è davvero meritato il “piattino di pasta”

Per la sfoglia:

150 grammi farina 00

50 grammi di semola

2 uova

un cucchiaio di pasta.

Impastare con il gancio nella planetaria e far riposare almeno mezz’ora prima di tirarla.

Passo 1 primo tiro e passo 4 il secondo. Farina da tutte le parti e quindi attrezzo taglliatelle.

Kitchen aid of course.

Condimento a freddo: avanzo di fondino di prosciutto tritato fine e e v o di buona qualità.

Io ho usato un Brisighello.

Domani chiederò a Pà di sistemare il garage…chissà quanta pasta dovrò cuocere?

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Spaghetti a.o.p. come se piovesse

Domenica ore 12. Sento passi per le scale, mugugni indistinti e borbottii. Ahi! Ci siamo svegliati presto. E all’improvviso vanno a rotolo tutti i programmi.

Sono anni oramai che non si alza a pranzo la domenica.

“Pranzi con noi?” LUI “a che ora pranzate”

“pensavo di andare a correre, quindi…” LUI “2 spaghetti aglio e olio?”

Alle 13e30 sono partita, 40 minuti di corsa, una delle cose alle quali non potre rinunciare. Alle 14e20 ho buttato 400 grammi di pasta per tre persone. Se non cedevo i miei 50 grammi a uno dei due affamatissimi forse oggi non la raccontavo. E Pà mi ha tenuto il muso lungo perchè era poca.

Ingredienti:

tre cucchiai di olio evo, tre spicchi di aglio, due peperoncini rossi sbriciolati. 400 grammi di spaghetti De Cecco, pangrattato.

Preparazione

Cuocio la pasta, la scolo e la butto nel condimento sul fornello acceso. Appena sfrigola spengo e cospargo con pangrattato.

Servo nei piatti e li guardo sparire.

 

 

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8 marzo

Non sono gli auguri quello di cui abbiamo bisogno.
E’ un sostegno costante e un incoraggiamento quotidiano; è il rispetto incondizionato e una mano che ci viene tesa

è una parola che ci viene data e un saluto da chi non conosciamo.
E’ una possibilità.

Alle donne. A tutte le donne. Agli uomini a tutti gli uomini
Per le donne e gli uomini di buona volontà in tutte le età della loro vita.


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