Archivi del mese: aprile 2009

il rosa, il verde e le cose da fare

riesco sempre a essere in ritardo. mi organizzo, mi scrivo tutto quello che devo fare e poi…mi perdo. sulle strade che portano a casa, nei pensieri che mi arrivano come schiaffi, nei colori che vedo attorno a me. non riesco a rimanere indifferente alla natura che ancora per fortuna mi circonda e quindi capita, che nel percorso casa di babbo casa mia, 30 km di campagna, zona industriale, città, mi si presenti questo spettacolo:
davanti-al-capannone

come resistere? fermo la macchina, scendo e cerco di catturare l’attimo, l’emozione, il dettaglio. che non sarà mai uguale a quello che ho provato, ma che mi servirà per riguardare e ricordare. (ricordare tutto tranne dove ho messo le chiavi, il telefono, i documenti per il medico, il bollettino da pagare…)

il-viale-rosa

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bagel

se chiedo a pà, cosa ti preparo da mangiare? la risposta è: un panino con il prosciutto e i carciofini! in alternativa: un panino con la salsiccina! oppure: un panino con la mortadella? uffaaaaa, io il pane, per protesta contro i cari prezzi e contro la bilancia che non mi da soddisfazione, ho anche smesso di comprarlo…e allora oggi, complice il freddo e la necessità di accendere il forno per scaldarmi dal diluvio che mi ha sorpreso in bicicletta, faccio il pane. oddio il pane…faccio i bagels!
bagel

Ingredienti:
250 gr di farina manitoba
250 gr di farina doppio 0
100 gr di latte
200 gr di acqua
un cucchiaio di miele
un cucchiaino di zucchero
10 gr di lievito di birra
5 gr di sale
un uovo per pennellare
bicarbonato

Procedimento (per mangiarli alla sera):
verso le 11 mettere in un bricco il latte, intiepidirlo, aggiungere lo zucchero e il lievito, lasciare riposare 10′.
intanto mettere nell’impastatrice la farina con il sale, far girare un pochino e aggiungere il miele, il lievito, l’acqua.
lavorare per 10′. Coprire e far lievitare fino al pomeriggio alle 17. (nella mia cucina c’erano 19°, se fosse più caldo regolarsi e mettere
eventualmente in frigorifero. Alle 17 riprendere l’impasto, sgonfiarlo e tagliarlo in 8 pezzetti. Accendere il forno a 180° e formare
8 ciambelline con il buco al centro. Io me le faccio roteare sull’indice stile hula hop. far rilievitare una mezzoretta coperti. Nel frattempo
prendere una padellona, riempirla d’acqua, portarla a bollore lento e aggiungere una bella cucchiaiata di bicarbonato.
Prendere i bagel e metterli uno a uno nell’acqua, aiutandovi con una schiumarola girateli, un minuto per lato, metterli a scolare su un canovaccio
e pennellarli con l’uovo sbattuto. cospargere di semini, o sale, o quello che piace di più e infornare fino a doratura.
I due che ho preparato con sale in superficie, crudo e carciofini, non sono riuscita a fotografarli…il mio l’ho farcito con Philadelfia, insalata, zucchina grigliata e pomodoro.

ps: il temporale in bicicletta è un’esperienza da NON ripetere. Mi sembrava di essere in lavatrice durante il risciaquo.

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raccolta punti

due chiodi li hanno messi a lui, ma la croce la porto io. trasporto, salgo scale, faccio iniezioni, colazioni, prendo la macchina e vorrei prendere la bici, accompagno e vorrei andare a correre, rinuncio alla scheda sky e non vedo più un film perchè mi sdraio vicino a lui e ronfo dopo uno due minuti. certo che è lui che sta male e soffre, lo so, anno scorso ci sono passata io…ma la sua abitudine di stare sveglio la notte e venire a letto alle ore più disparate ora mi tiene sveglia…lo sento che arriva alle due, tre di notte e io mi sveglio e dopo non riesco a dormire e poi sono nervosa perchè non scarico come al solitoe poi continua a piovere e io ho voglia di primavera, di sole, di …accidenti…il vizio del movimento fisico è come tutti i vizi…DEVO correre, DEVO pedalare, DEVO smettere anche di aspettarmi qualcosa da Michele che si, cucina la pasta se io non ci sono, ma lascia il caos in cucina, il ragù fuori dal frigorifero, il parmiggiano pure, tutto sul fornello e via. Oddio…rileggendomi mi sono proprio antipatica…sarà meglio che mi addolcisca un pochino.
Lo faccio con una torta di riso và! E attenzione perchè la ricetta non è la mia ed è la prima volta che la provo. Grazie Antonia per avermela passata così… a occhio e croce. (appena ti prendo…te la faccio scrivere…)

pac-mang

allora la ricetta è questa:
200 gr di riso, un litro di latte intero, tre uova, 200 grammi di zucchero, 100 grammi di mandorle, scorze di cedro candite, la buccia di limone grattuggiata e 6 amaretti.
Far bollire il riso nel latte con 100 gr di zucchero fino a quando non assorbe tutto il liquido. Accendere il forno a 180°
Far intiepidire il composto di riso e latte, aggiungere la scorza di limone e poi le uova a uno a uno. tritare grossolanamente le mandorle, gli amaretti, aggiungere i canditi e mescolare.
Nel frattempo avremo caramellato uno stampo di alluminio (e io qui credo di aver sbagliato perchè l’ho fatto con soli 50 gr. ho messo gli altri nel riso)
nel quale verseremo il composto ottenuto. cuocere per circa 50′ e poi rovesciare. Io ho ottenuto un dolce/torta che a vederla (già assaggiata) sembra pac-man. Quella che ho assaggiato dalla mia amica era mooolto più cremosa e caramellosa e dolce budinosa. Credo che in parte dipenda dalla caramellatura più abbondante e, in parte, dallo stampo più piccolo della mia amica. La mia è più…gestibile a monoporzione…come poi ho fatto:

a-pasticcino

non vincerò mai concorsi fotografici…ma se l’importante è partecipare…

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non mi sono abituata

a vivere senza la mamma. anche se so cavarmela senza il suo aiuto non riesco a non sentirne la mancanza pungente ogni giorno. ogni volta che vorrei prendere il telefono e chiamarla per uno sfogo, per sentire la sua voce, per raccontarle delle cavolate che faccio e che vorrei fare e per sentirla ridere e dirmi che “a sò mata” “mo và là!” ” a vut cal seia robi” sono due anni mamma che mi segui da lassù e lo sento, lo percepisco, all’inizio era così forte che faceva impressione, ora è una sensazione più discreta e leggera. forse è questo l’aldilà? rimanere energicamente accanto ai tuoi cari, continuare a svolgere il lavoro di genitori fino a quando non li vedi pronti? mamma allora per te non ci sarà mai paradiso! Il giorno del tuo compleanno mi sono fatta uno strudel, che ti piaceva tanto, oggi mi preparo una macedonia con il maraschino,  ti ricordi? ah mamma, hai visto? senza di te babbo si è perso. per fortuna. per me è difficile gestirlo, ma almeno lui non soffre e chiama tutti Lella. Ciao lella.

il maraschino c'è ma non si vede

il maraschino c'è ma non si vede

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50 giorni su un piede solo

è questione di equilibrio no? per entrambi. la storia è questa, un giro in moto al ritorno dal mio viaggio, due gelati, un cinema per due. se non fosse per quello stop, per quella buca, per quel “scendo allegramente dalla moto e cado” sul mio piede, che a vederlo subito sembra dotato di un suo peso personale, così fuori luogo. ma pà è coraggioso e determinato, lo rimette subito apposto il piede e che vuol fare, quel che gli pare? ma si vede  che soffre, che gli fa male, si vede cavolo che è rotto e non puoi peggiorare, provare a stare in piedi. Lui è steso per terra e il mio secondo pensiero è che dobbiamo dire addio al cinema, il terzo è che dobbiamo chiamare l’ambulanza e mi accorgo che ci sono già persone che ci danno una mano, telefonano, spostano i caschi, cercano di spostare la moto dal centro della strada, è pesante e io non ce l’avrei mai fatta, anche due vigili si sono dimostrati molto gentili e questa è una novità. Ospedale, attesa, lastre, occhi, gente, infermieri, inservienti, si fà notte, aspettiamo, ghiaccio, aspettiamo, il nostro ragazzo che doveva uscire e ci porta le carte da gioco, ora aspettiamo più volentieri, fra un tresette e un beccaccino. Ecco un altro pensiero…il 18 aprile sul volo per Napoli, sicuramente non ci metteremo piede.

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Barcelona

40 ore di libertà –

la partenza è fissata per le 17 e qualcosa di un lunedì qualsiasi. volo ryanair bologna barcellona.prenotato in un momento di crisi come terapia ormonale sostitutiva. FUNZIONA. la faccio facile, ma quando si tratta di partire, con l’aereo, star fuori una notte, senza la mia solita coperta un pochino di ansia mi prende. sembra strano andare all’estero senza di lui, come se il fatto di partire per una terra straniera mi allontanasse  più che un viaggetto ancor più lungo in Italia, come se tradissi la nostra nazionalità di coppia. poi LUI, che non è voluto partire con me perchè Barcellona non gli interessa, nei giorni precedenti la partenza con vocina tenerina mi lamenta: tu vai via…però tu parti…io rimango da solo…e io vorrei non dirlo ma alla fine cedo…dai vieni anche tu, c’è il posto di antonia che si è liberato…”non ci penso neanche” risponde e io, accidenti, mi sento sollevata. Perchè io voglio assaggiare tutto, voglio vedere il mercato della Boqueria, voglio incontrare l’amica che vive la, voglio scoprire la città e so che a lui non interessa davvero. e io mi sentirei in dovere di pensare al suo divertimento e penalizzerei i meie interessi e allora ben venga questa parentesi di libertà. allora pronte? VIA!




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