Archivi del giorno: settembre 1, 2010

ora

16:16 mi capita spesso. e mi piace. 17:17 non mi capita altrettanto spesso. ma sono due giorni che capita e mi impressiono. è il primo settembre e non mi ero accorta che agosto è già finito. mi portano via i giorni da sotto gli occhi. dalle mani, dalla pelle. ladri di intenzioni e di tempi perduti. 13 gradi sulle gambe la sera. certo che è settembre. il sole che ha un angolo diverso sul banco della cucina, è settembre si. il primo settembre per la precisione. ho mantenuto le promesse che mi ero fatta? dedicarmi tempo. ho ricominciato a correre e a fare stretching, ho camminato nell’acqua due ore tutti i giorni che sono stata al mare, ho pedalato per almeno un’ora al giorno nei medesimi di cui un attimo fa. ho limitato il pane e abbondato in piadine, ho letto. e ho fatto avanti e indietro sulla A14 abbastanza spesso da averne abbastanza. ho raccolto pomodori e fichi, ho fatto la passata e i pezzettoni. 19:19. per la legge dei numeri succederà qualcosa. una salita per gabicce mi è sembrata infinitamente dura e cattiva e so che non sarà mai più la stessa. che al telefono con un’amica che dovrà affrontare una battaglia durissima non ce l’ho fatta a continuare e sono scesa. e lei parlava e si faceva forte e io guardavo il mare all’orizzonte ed era così bello che ti chiedi perchè? perchè? perchè? e non so cosa dire e cosa fare. so solo che voglio per lei tantissimi agosto da buttare via e tantissimi settembre da programmare. e ora sono le 19:54 e settembre è iniziato e non devo buttare neanche un minuto.

stavo scrivendo questo quando è squillato il telefono e mi ha chiamato l’infermiera e io stavo venendo da te. babbo. ma tu avevi fretta di andare da mamma. qualcosa è successo. perchè succeda sempre non lo so.

sento la nostalgia del passato…non ti potrò scordar…in questa notte stellata la mia serenata io canto per te. babbo.

tramonto

19 commenti

Archiviato in cose che ci mancano, cose che si dicono, vita