Archivi del giorno: aprile 4, 2011

è la primavera, bellezza.

ho visto “io sono l’amore” e un groviglio di domande e di risposte  diverse mi ha lasciata dubbiosa e curiosa ancora. io che sono cresciuta col senso di colpa sotto il letto, pronto a mostrarmi la strada che si sarebbe aperta sotto i miei piedi se solo avessi preso quella sbagliata.

ho percorso vasche di piscina a giorni alterni, cloro ritrovato, noia sconfitta, in parte, con la musica che mi suona in testa, sorriso grande, graziè pà

ho mangiato un cono gelato, cioccolato limone, seduta fra sette badanti russe, nel parco altrimenti vuoto. con la faccia al sole ho letto tutti i messaggi scritti sul tavolo e cercato chiacchiere da fare.

ho pedalato tanto, in una giornata sola, sorda al dovere, sottomessa alla voglia di andare, di non sentire l’abbandono in una giornata di genti che è qui ma altrove.

ho fatto colazioni che sono diventate brunch, consumate al sole in giardino e colazioni che sono diventate amiche e grancereale, camille, pancake e briochine di finta sfoglia.

ho spento le notizie che pensavo che il carnevale fosse finito e invece ci sono carri e navi e montecitori, di gente mascherata, che getta coriandoli di italia.

ho cucinato la primavera, sforzandomi di non mangiarla cruda, tenera e meravigliosamente amarognola.

ho corso su carraie di margherite fiorite, ho fatto lavatrici di panni che si lasciano stendere ma non stirare. ho letto pagine di blog che mi piacciono tanto e pagine di blog che non saranno più e vorrei che nessuno smettesse di scrivere, che prima di tutto si scrive per se e allora forse la scelta è personale e giusta.

ho messo piede sulla spiaggia del cuore, camminando da sasso a sasso come piace a me e avevo il sole e la luna che mi accompagnavano e poi mi sono comprata un paio di occhiali follemente glam al mercatino della piazza delle cose antiche, istigata da un’amica

e mi sono un pochino dimenticata di chi non si preoccupa di passare i suoi oggi con me. che come palle da biliardo se ci tocchiamo rimbalziamo, ma è la primavera. bellezza!

camilla

ricetta stampata e in archivio da anni. forse presa da cookernet o altrove non ricordo.

questo il file originale

CAMILLE 1
100 gr. di mandorle polverizzate
100 ml di latte
100 ml di olio
300 gr carote grattugiate
300 gr farina 00
250 gr zucchero
2 uova intere
1 bustina di lievito per dolci
Fare il composto al solito modo, unendo farina e zucchero, poi uova, latte, olio, la farina di mandorle. per ultime le carote e poi il lievito.
mettere il composto nelle formine di carta da muffins o simili, e infornare a 150° per 20′
CAMILLE 2
300 gr. farina autolievitante
200 gr. zucchero (io ne uso 170/180 gr.)
100 gr. olio (io uso 100 gr. burro sciolto)
100 gr. latte
200 gr. carote grattugiate
2 uova
50 gr. mandorle macinate
pizzico di sale
io ho aggiunto un po’ di scorza d’arancia e limone grattugiata
Lavorare le uova con lo zucchero, aggiungere la farina, l’olio (o il burro), il latte, le carote, le mandorle e gli aromi.
Suddividere il composto nei pirottini e infornare a 180° per 15/20 minuti (fare la prova stecchino). La ricetta originale prevede la temperatura del forno a 170° per un tempo di cottura superiore, ma non e’ specificato.
Sono meravigliose e restano morbide anche un paio di giorni dopo.
Sono buonissime come colazione o merenda.

ecco come ho fatto io con la ricetta 2:

300 gr di farina autolievitante

200 gr di carote grattugiate e 100 gr di mandorle pelate e tritate, la buccia grattugiata di un arancia

1 uovo

100 gr di zucchero di canna

50 gr di olio di oliva e 50 gr di burro

mezzo bicchiere d’acqua

nella planetaria ho mischiato tutto insieme aggiungendo i grassi alla fine e ho messo nelle boule in alluminio per gli zuccottini. cotte a 180° per 20 minuti abbondanti. ne sono uscite delle camillone buonissime, morbidose e poco dolci che mi piacciono assai.

e considerato che non mi piaccio quando scrivo troppo e mi rompo da sola a leggermi rimando a dopodomani tutte le altre cose che ho da scrivere, dire, fare. baciare. (seeeee)

ps

oggi vedo rosa. ma non dura. quindi tutto il rosa che c’è qui intorno non durerà.

 

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