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dall’alba al tremonti

in un paese dove la comunione di interessi fa nascere eventi che iniziano all’alba di un sabato, con ragazzi che suonano fra le balle, con giovani manovali che le caricano sui trattori, con architetti che le posizionano in attesa degli spettacoli che verranno; in un paese che muove le menti a inventare bellezza, in un paese che ha inventato la pizza, il gelato e che basta una chitarra per fare serenate

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in questo paese ci incantano i serpenti, ci facciamo suonare da un branco di incompetenti, mettiamo tremonti sopratutto e crediamo che sia disposto a lavorare per noi. quando è così chiaro che sta lavorando solo per loro.

in questo paese io mi sento sempre più lontana da quello che volevo. e questa classe politica mi sta sulle balle. ne ho piene le balle. mi ha rotto le balle

e grazie al caldo che non mi toglie la voglia di mangiare, ai filari di pomodori visti la mattina, ai colori di una bandiera che vorrei meno retorica dedico il pranzo.

friselle:

la ricetta per fare le friselle è quella di lydia, io le ho comprate integrali al banco del salto, troppo pigra per impastare e troppo scarsa con la madre che giace non reattiva.

però suggerisco acqua di ridracoli per bagnarle, pomodori dell’orto della moni per gustarle e basilico del vaso in giardino per compleatare. condire con sale integrale dolce di cervia e olio extravergine di brisighella. io ho provato anche la versione con origano siciliano. devo ancora decidere quale preferire. ne preparerò altre e me le porterò in picnic tra le balle. di notte con la luna, fortuna a noi.

note d’alba musicale a cura dei radadum.

e nota mia finale: ho notato che mai come in questa appariscente classe politica attuale si evidenzino parrucche, parrucconi, toupè e pantegane. stanno cercando di nascondere l’evidenza.

 

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salsa con luglio

6 luglio di 29 anni fa l’orale della maturità. caldo torrido. notti insonni.vermicino appena passato, umberto tozzi alla radio, gloria nei pensieri. sempre a luglio, quattordicenne innamorata, nel campo sportivo della parrocchia, torneo di calcio, supersonic alla radio (quanto vorrei riascoltarne alla sigla) dischi a mac2, occhi negli occhi e un sorriso indimenticabile.e poi, 5 anni dopo,  la mia prima libera estate  con un luglio folle e indimenticabile di cose mai fatte prima e mai fatte dopo, ascoltando come una freccia in fondo al cuore di ron e le chitarre in spiaggia, le bionde trecce gli occhi azzurri, luci a san siro e una poesia sussurrata… e ancora luglio,  il mondiale ’82, il lavoro in falegnameria, l’assenteismo mirato per l’argentina e cantare livin’it up.  luglio ho cambiato musica, keane, everybody’changing e  la testa ha trovato nuvole che neanche il temporale di ieri le ha mostrate così grandi. luglio è il mese dei colpi di sole. del respiro soffocato. delle cose che arrivano a riempirti il cuore e a cambiarti per sempre. luglio spesso caldissimo, con serate appiccicose e con il rumore delle mietitrebbia in sottofondo, fari accesi sui campi nella notte a illuminare i sogni di chi resta sveglio. finestre aperte e grilli rumorosi come il silenzio che, diventa enorme, se lo ascolti. luglio mi ha insegnato che ci sono esami che fanno paura, ma che superi con la sensazione che ti abbiano preso in giro da quanto erano facili, che ci sono amori che vanno vissuti anche se non erano quelli giusti e che ti rimarranno comunque nelle pieghe del cuore. che ci sono follie che devono. e che potevano. che ci sono amiche di luglio che non vedi mai ma che ti restano attaccate per sempre. che ci sono storie che nascono a luglio e muoiono a settembre ma che sono scritte in maiuscolo dentro di te. luglio è una canzone, ogni anno diversa. adoro luglio. anche se dal duemilatre ho cancellato il 12. luglio ha 30 giorni per me. 30 giorni da ascoltare.

luglio è anche un piatto che domina sugli altri. per me, quest’anno,  è la salsa tzatzichi. tutti i giorni. fra le versioni trovate in rete ho preso questa di sara,  ma ho fatto con quello che avevo, ho  tritato l’aglio e non ho messo l’olio. insomma, come spesso, prendo ispirazione,  faccio come posso e con quel che c’ho. con babbo che tiene duro in ospedale, alla faccia di …e con poco tempo riesco a soddisfare la golosità che resta costante.

nel bicchiere del miipii

uno yogurt greco, un cetriolo con la buccia, due spicchi d’aglio fresco, un cucchiaio di aceto bianco, sale grosso. ho tagliato a tocchetti il cetriolo, pelato l’aglio, messo sale e aceto e frullato tutto con il minipimer. messo in frigorifero e schiaffato sulle insalatone a pranzo.

è più buono che bello!

luglio, l’aglio, tenere lontane le streghe, farsi meno seghe mentali, pedalare veloci, ascoltare musica e allontanare i medici… canta che ti passa e poi siamo a luglio…ci sono le balere piene, le feste dell’unità e le rane fritte che ci aspettano dai!

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bello ass/aie

stanca sono stanca. ma la carica e l’energia che questi giorni mi hanno trasmesso mi tengono sveglia e con gli occhi spalancati. sarà la meraviglia, sarà la musica, sarà la gente. sarà il sole che  la pioggia si è presa due giorni di pausa. giusto in tempo per farci la festa. le tonalità dei verdi, delle curve sinuose di castelraniero, avrei voluto fermarli per sempre in una stoffa da indossare in agosto. e avrei voluto potermi sdoppiare e moltiplicare per riuscire a fare e a partecipare e a godere e ad abbracciare e a vivere tutti i singoli momenti che la musica nelle aie ha “spargugliato” in questi tre giorni. fitti di impegni e di occhi e di parole e di gente da portarsi a casa, per favore. venerdì iniziato col temporale delle sei, il momento peggiore, l’ora in cui la gente sceglie dove andare. sicuramente non fuori. peccato, perchè il concerto di roberto durkovic e i fantasisti del metrò è stato puro godimento. grande musica, grandi musicisti. eravamo in pochi a ballare sotto al palco. eravamo pochi ma non ci siamo fermati mai. poi scendendo con la convinzione assoluta che il sole non ci avrebbe abbandonati…ecco una lucciola, due, nonostante il freddo, nonostante la primavera sia altrove. sabato mattina di presentazione e show case con aie in corso, in centro a faenza. sole alto, caldo, curiosità e musici che si regalano uno spettacolo quasi fuori programma. si regalano si. perchè quello che traspare è la loro voglia di suonare. il piacere fisico che lor stessi provano e che non riescono a nascondere. tre concerti per tre cd prodotti dall’etichetta locale. generosa e avanguardista, pronta a scommettere su un genere che sta iniziando ora a far parlare di se alle masse. tre chicche che sono stati solo l’anticipazione della domenica. e poi di nuovo la salita, la corsa, l’arrivo di un’amica di carta che ho tanto aspettato e lo scoprire che i disegni mentali che ci facciamo non sono così distanti dalla realtà. 11 km camminando veloce, la pioggia di nuovo, il riparo nel capanno delle rondini, 11 km di chiacchiere fitte fitte con l’amica che ha la stessa passione e lo stesso passo. e poi le interviste con lo sparso. che mi sgrida a ogni tentennamento, a ogni inesperta presa di tempo. e poi ancora i concerti e le stelle finalmente e tanta folla e la musica che invita a ballare e il gruppo che è meditazione e tradizioni da salvaguardare e mani che vanno sulla nichelarpa 20 in italia. due a castelraniero. e poi antica rumeria, obelisco nero, kaloma e arangara, musica maestro

grazie a carla e al suo terzo occhio

piedi scalzi, bimbe belle, amiche che ti raggiungono, bimbi in braccio, intrerviste folli.. facciamo notte, scendo ancora e le lucciole si sono moltiplicate e di nuovo la sicurezza che l’indomani sarà stato sole e sole è. l’accoglienza ai gruppi, i sorrisi, le bimbe, le mani che si stringono, le guance che si baciano. una parola di troppo, ma passa, un intoppo da stemperare. siamo oltre 200 a lavorare. e molti di noi non sa cosa fa l’altro. ma siamo tutti  sullo stesso sentiero, salgo sul trattore e col megafono faccio quello che so far meglio. faccio casino. ed è bellissimo. poi ecco che arriva barbara e il suo libro e la paura che non si senta a casa, una cosa voluta e organizzata di sfrido, la sensazione che forse… l’ansia di non piacere, la voglia che vada tutto bene. grazie mammamsterdam. grazie per aver perdonato e non aver ravanato nella mancata pubblicità che avresti meritato, un esperimento riuscito perfettamente. un reading che era perfetto nell’attimo in cui è stato. non eravamo pronti ma sei stata grande. hai dato un segnale di bravura vera. e statale 17 si legge in una notte. ho intervistato 24 gruppi, alcuni anche due volte o tre. non ho fatto domande intelligenti o preparate. ho cercato di ognuno una caratteristica e più avanti ne parlerò. perchè son moglie, madre, cucino, impasto e leggo, ballo e mi scontro ma sono soprattutto golosa di vita e spendacciona di parole. musica nelle aie duemiladieci chiude, ma si apre la nuova stagione delle cose da fare. e io ho promesso una piadina. devo mantenere.

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divieto di fermata

perchè davvero se mi fermo sono perduta. i muscoli malefici si dimenticano in sette giorni di essere allenati a correre e a camminare. e stare fermi 7 giorni perchè è freddo, perchè è buio, perchè manca la molla che dà lo scatto…vuol dire male alle gambe e far le scale a fatica per due giorni almeno. e come se non bastasse la mancanza di moto mette in moto un meccanismo suicida che mi porta a diventare aggressiva e poi triste e poi vedo tutto nero e quindi mi butto sulla poltrona di fantozzi e non mi tiro su mai… è in questi frangenti che avrei bisogno di una spinta, di una scossa, di un compagno di moto che non sia cioccolato fondente.  ma un compagno di moto da tenere nel cassetto, che sia pronto nell’attimo esatto in cui io decido che è il momento di andare. che abbia già le scarpe giuste e la voglia di muoversi veloce. che sia in sintonia con il mio umore e con la parlantina che mi prende quando sento l’aria frizzante e il sangue circolare di nuovo. camminando i pensieri arrivano come  acqua portata dalla corrente …  allora rubo momenti a tutto per cercare almeno di camminare veloce. ascolto You’ve Got The Love di Florence and the machine e i Mumford and Sons e smetto di farmi domande alle quali non so rispondere e smetto di aspettare che la mia metà si avvicini alla mia meta. come posso continuare? cosa sono io adesso? sono passi veloci, nuvole di vapore che mi precedono la faccia, musica nelle orecchie e strada che scorre  con divieto di fermata.

ho i peli lunghi nelle gambe e gennaio non finisce mai. siamo al 29 cominciano i giorni della merla

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assente

è passato troppo tempo da quando rispondevo all’appello di scuola ma,  così come “presente” rende perfettamente l’idea di una persona pronta a rispondere e a seguire il ragionamento, la parola “assente” disegna esattamente il mio stato di latitanza da un po’ di mesi a questa parte. cose da raccontarmi ne avrei avute oh certo, che ne avrei avute, ma mi è mancato il tempo per infilare una parola dopo l’altra. raccoglievo verbi, sostantivi, pochi articoli la mattina appena sveglia e li usavo con fatica lungo tutta la giornata. adesso però voglio riprendere il filo dei ricordi che meritano di essere annotati e riletti con nostalgia dopo un po’, come succede con tutte le cose che passano.

La musica nelle aie è il primo in ordine di tempo. 9 10 11 maggio. 3 giorni di lavoro appagante, di dolore lancinante, di gruppi straordinari e di paesaggi che amo.

Edizione 2008  vinta dai Cascarea. sul sito musicanelleaie.it i dettagli.

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