Archivi categoria: per sport

arancia meccanica

e gli amici dall’asilo. il giorno di santo stefano a casa mia. dall’asilo dello sparso. bimbi e genitori. nata dal desiderio di intrattenere i piccoli, di sopperire alla mancanza di parenti, di condire le feste con chiacchiere e biscotti. non lo so cosa succeda in altri asili, naturalmente il nostro è stato eccezionale. un collante fantastico per molti di noi e dei nostri ragazzi che non si sono dimenticati. riunioni a cui è meglio esserci perchè chi manca viene crocifisso. poi fatto risorgere ma, solo per crocifiggerlo alla prossima occasione. un tè, una tisana e si dipanano le matasse dei discorsi di chi non si conosce così bene da scendere nei dettagli, poche cose in comune ma la voglia di metterle comunque in gioco. per noi donne è più facile sempre. gli argomenti non ci mancano mai. per gli uomini  che devono governare il pollaio è un pochino più complicato. politica (!) lavoro (?) passioni (…) sport (/) piadina, salame,  biscotti, arance candite e l’impegno di continuare a provarci. di non lasciare che si perdano le ragioni, di recuperare un poco i rapporti così fragili che …ieri non abbiamo detto una parola su chi non c’era. perchè ci mancava qualcosa. ci mancava chi non c’era ed eravamo solo tre donne. siamo tutti troppo soli. troppo concentrati su noi stessi. è stato un bel pomeriggio, comunque. con la mia solita incapacità di organizzarmi che mi porta a ricevere i primi in accappatoio, con i mariti che vengono ad avvisare che la moglie ha ma di testa e passa la mano. con le chiacchiere che iniziano a due e parlare a tu per tu con un uomo che non è il tuo a volte stempera i malumori (sono ancora arrabbiata per l’incapacità del mio di andare a fondo nei miei pensieri) e forse il mezzo gaudio funge da mezzo di contrasto e si vede meglio che per tanti è così. i ragazzi erano al piano sopra e come una coperta calda facevano sentire che c’erano. e avevano fame.

oltre a piadina e panettone (pasticceria moderna lugo) ho  preparato i canditi d’arancia in varie interpretazioni: natural, cioccofondenti e a rondelloni. non è una novità. mangiare l’arancia e candire la buccia per me è diventata una mossa meccanica. ho il tegame work in progress per tutto l’inverno. ci convivo e sopravvivo. e i pensieri vanno sempre a chi per primo mi ha indicato il modo. Antonio grazie per sempre.

oggi finalmente ho ripreso la corsetta quotidiana. 45 minuti di libertà. devo finire  Akunin per il 29 e ricordarmi che il 28 è già lunedì. o che lunedì è già il 28?

4 commenti

Archiviato in cose che si dicono, cose che si fanno, dolci, mio figlio, per sport

la rubata di prugne

lo so che non si fa…lo so che chi coltiva si assume il rischio d’impresa e la fatica, ma…cosa c’è di più bello e buono di una fila di prugni, di un raccolto già fatto,  di frutti maturi maturi abbandonati in una mattina di sole?

e non ho resistito…ne ho raccolte alcune, poche, che in bici non c’ho posto…e poi le ho lavate, le ho pesate, le ho tagliate e messe a sposare con poco zucchero

un chilo di prugne molto mature, 350 grammi di zucchero, in una pentola a fondo spesso, in frigorifero per una notte. stasera metterò la pentola sul fuoco, porterò a bollore per 5 minuti e poi stop. quando raffredda di nuovo in frigorifero e domani mattina ancora sul fuoco per 10 minuti e ancora in frigorifero. a pranzo sul fuoco mezz’ora, ultimi 10 minuti succo di limone, poi invaso bollente e sigillo. Vasetto a testa in giù avvolto in burazzo fino al completo raffreddamento. grazie al contadino, alla terra e al sole.

2 commenti

Archiviato in cose che si dicono, dolci, donne, per sport

chi si ferma è perduto?

mtb1ieri sera è iniziata la musica nelle aie. alle 21 sono salita in moto con Stefj (e lo ammetto…un pochino ero tesa) brava ragazza, guida bene e sa che ho paura e quindi va piano…mangiato e ballato fino alla mezzanotte. scesa verso casa, luna piena e lucciole, da commuoversi di meraviglia. oggi sveglia all’alba, impastato brioche integrali e pasta fresca, alle 9 si parte per i miei primi 30 km in MTB. CastelRaniero, Parco del Carnè: calanchi, salite, discese scoscese, guadi, fango, fatica, sudore, ortiche, ponti sopra e sotto. fatica, sete, sete,  sete. non lo faccio più. non lo faccio più. all’una sotto il sole cocente approfittando del passaggio sotto casa mi sono fermata a divorare un filetto freddo di orata che aspettava in frigorifero, due biscotti, due taralli. e sono ripartita per restituire la bici. alle 15 ero di nuovo al campo, pronta per partire per la “passeggiata” di 11 km con l’amica a cui lo avevo promesso. non si possono deludere le amiche, neanche se sei sbriciolata e sai che il giorno dopo ti aspettano 10 ore minimo di lavoro. siamo arrivate ultime al traguardo, in una gara che non doveva vederci protagoniste, ma soddisfatte di aver portato a termine l’impresa. le gambe dure come il legno, il tempo di una doccia e poi su allo stand della musica. dalle 21 5 gruppi. musica bella. che coinvolge, che fa ballare, saltare…riesco a muovere 7, 8 passi…poi mi siedo, i miei occhi sono rimasti aperti sullo spettacolo ma il mio corpo si è assopito. credo che qualcuno, vicino a me, abbia sospettato che io fossi un’immagine.

mtb2mtb3

7 commenti

Archiviato in cose che si dicono, cose che si fanno, per sport, percorsi