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pelle d’oca

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

questo era il pensiero di bob kennedy nel 1968. tre mesi dopo venne assassinato. (per paura che il buonsenso fosse contagioso?) oggi, dopo oltre 40 anni, è un dito puntato contro le grandi potenze del mondo, che hanno trovato un’arma che uccide lentamente e di disperazione. un risico quando rosichi. un nuovo monopoli senza carrarmati, con le banche a fare da bombe con mire precise!

ieri sera, a teatro a conselice, (una settimana fa ndr)  risentire queste parole, è stato come ricevere uno schiaffo. e già la testa pensante era già stata attivata dal testo messo in scena.

tutti insieme possiamo fare qualcosa per cambiare il mondo. basta ritornare a dare importanza all’uomo.

e quando dico insieme faccio anche un esempio, questo:

e questo:

ecco questo è insieme. insieme noi. partendo dal basso, da un singolo, arrivando esattamente dove serve, senza tanti intermediari. la rete, che unisce l’italia e il mondo in maniera incredibile, portandoci a vivere in prima persona e con il fiato alla gola il terremoto in giappone, leggendo di chi cerca di andare avanti; l’alluvione in liguria, in toscana; la rete che ci fa sentire partecipi dell’incredibile che succede,  dove succede è una cosa meravigliosa.

fare un piccolo gesto e fare rete serve anche a far capire a chi ci legge che noi vogliamo restare uniti e fare quanto possiamo per dare una mano. anche in un periodo in cui c’è poco per tutti. spendiamo, offriamo, condividiamo per quello che possiamo. anche solo 10 centesimi moltiplicati per il mondo possono fare miracoli.

aiutiamoci fino a commuoverci e finalmente il pil si alzerà. e sarà l’unico pil con un senso compiuto – um sè drizé i pìl: pelle d’oca romagnola –

ps1: anche monterosso ha bisogno. l’appello è lanciato. qualcuno dica come

ps: i no ricevuti non mi fermeranno. la mail viaggiano. io pure.

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