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frasi d’amore quotidiane

dacci oggi…e dacci domani…

(attenzione, questo post è vietato a chi si sente urtato da un linguaggio non in linea con il trattato di…)

sei come tua madre (io a lui) egoista e solitario

sei come tua madre (lui a me) mentre mangi non ti fermi a respirare

vaffanculo a te e a tutta la tua famiglia (lui a me)

lo sai che ti sposerei di nuovo, subito?

ma non vedi che sei più larga che alta?

dov’è il mio tavoliere delle puglie?

ma guardati! panzunaz e plè

sei bellissimo.

tu e tuoi comportamenti uterini

ragioni col cazzo

non me ne frega una sega nè di te, nè di tuo figlio

quando non ti sento mi manchi moltissimo

non sei capace di tenere in ordine le tue cose, figuriamoci le mie (lui)

non devo mettere in ordine niente io, non c’è niente di mio qui (lui)

sei tu la donna, devi farlo tu

se non ci sei mi preoccupo

sei tutta la mia vita

tu continua a parlare sapendo che non me ne frega un cazzo di quello che dici

mangio per sopravvivere, mi basta un panino, sei tu che sei fissata col cibo

amore?

questo è l’amore di ogni giorno e non solo l’ardore plasticoso e cioccolatoso e coccolatoso del 14 febbraio. giorno famoso per il caro pasto e il trattamento pilotato del cliente…lasciando sanvalentino alle celebrazioni commerciali noi, sposati da una vita, ce lo scambiamo nel quotidiano vivere l’amore. festeggiando quando lo sentiamo più simile a noi, brontolando quando ci ignora. e continuando a raccontarselo, che è il modo più facile che io conosca per ritrovarsi. e mai per convenzione, ma ogni volta che ci va, parliamo di come ci siamo incontrati e di come lui subito abbia pensato che ero io e di come io subito abbia pensato che era una testa di cazzo.

i biscotti sono quotidiani. la forma è straordinaria. ci ho voluto provare. e sono anche soddisfatta. io poi, che credo nei segni…che significato ho dato ai cuori uniti in cottura?

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salsa con luglio

6 luglio di 29 anni fa l’orale della maturità. caldo torrido. notti insonni.vermicino appena passato, umberto tozzi alla radio, gloria nei pensieri. sempre a luglio, quattordicenne innamorata, nel campo sportivo della parrocchia, torneo di calcio, supersonic alla radio (quanto vorrei riascoltarne alla sigla) dischi a mac2, occhi negli occhi e un sorriso indimenticabile.e poi, 5 anni dopo,  la mia prima libera estate  con un luglio folle e indimenticabile di cose mai fatte prima e mai fatte dopo, ascoltando come una freccia in fondo al cuore di ron e le chitarre in spiaggia, le bionde trecce gli occhi azzurri, luci a san siro e una poesia sussurrata… e ancora luglio,  il mondiale ’82, il lavoro in falegnameria, l’assenteismo mirato per l’argentina e cantare livin’it up.  luglio ho cambiato musica, keane, everybody’changing e  la testa ha trovato nuvole che neanche il temporale di ieri le ha mostrate così grandi. luglio è il mese dei colpi di sole. del respiro soffocato. delle cose che arrivano a riempirti il cuore e a cambiarti per sempre. luglio spesso caldissimo, con serate appiccicose e con il rumore delle mietitrebbia in sottofondo, fari accesi sui campi nella notte a illuminare i sogni di chi resta sveglio. finestre aperte e grilli rumorosi come il silenzio che, diventa enorme, se lo ascolti. luglio mi ha insegnato che ci sono esami che fanno paura, ma che superi con la sensazione che ti abbiano preso in giro da quanto erano facili, che ci sono amori che vanno vissuti anche se non erano quelli giusti e che ti rimarranno comunque nelle pieghe del cuore. che ci sono follie che devono. e che potevano. che ci sono amiche di luglio che non vedi mai ma che ti restano attaccate per sempre. che ci sono storie che nascono a luglio e muoiono a settembre ma che sono scritte in maiuscolo dentro di te. luglio è una canzone, ogni anno diversa. adoro luglio. anche se dal duemilatre ho cancellato il 12. luglio ha 30 giorni per me. 30 giorni da ascoltare.

luglio è anche un piatto che domina sugli altri. per me, quest’anno,  è la salsa tzatzichi. tutti i giorni. fra le versioni trovate in rete ho preso questa di sara,  ma ho fatto con quello che avevo, ho  tritato l’aglio e non ho messo l’olio. insomma, come spesso, prendo ispirazione,  faccio come posso e con quel che c’ho. con babbo che tiene duro in ospedale, alla faccia di …e con poco tempo riesco a soddisfare la golosità che resta costante.

nel bicchiere del miipii

uno yogurt greco, un cetriolo con la buccia, due spicchi d’aglio fresco, un cucchiaio di aceto bianco, sale grosso. ho tagliato a tocchetti il cetriolo, pelato l’aglio, messo sale e aceto e frullato tutto con il minipimer. messo in frigorifero e schiaffato sulle insalatone a pranzo.

è più buono che bello!

luglio, l’aglio, tenere lontane le streghe, farsi meno seghe mentali, pedalare veloci, ascoltare musica e allontanare i medici… canta che ti passa e poi siamo a luglio…ci sono le balere piene, le feste dell’unità e le rane fritte che ci aspettano dai!

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