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menù a la carte

come sempre mi capita, che mi vien voglia di un piatto che altri storcono il naso. e allora per non rinunciare preparo lasagne al forno per chi alla tavola chiede il solito e io mi faccio il tacchino allo zenzero e arance di alex. poi succede che dal mio piatto spariscano bocconi, che mi si facciano scherzetti come bimbi e mi si rubi il pezzo.” le lasagne sono buonissime ma sempre quelle, il tuo tacchino è spalato!” e allora il giorno dopo per dare un vizio in più e anche perchè di lasagna ne è rimasta una porzione, io ho un avanzo di tonno con finocchi, due fettine di tacchino sono rimaste…ecco in tavola per tre, tre piatti diversi.

tacchino all’arancia e zenzero dell’altromondo con basmati al curry per lo sparso (foto sua)

tonno avanzato con finocchio cotto e crudo, porro e zeste di limone e origano, al gelo di frigorifero per me (foto mia)

le solite lasagne al forno per pà…

e non mi dispiace preparare tre piatti. vabbè il mio era quasi pronto, la lasagna solo da scaldare…quello che mi disturba sono le posizioni prese. il non voler saggiare, provare nuovi accostamenti. la curiosità, la voglia di testare non appartiene a alla specie che mi sono portata a casa. e dopo tanti anni non posso stupirmi. e invece si. mi stupisco ancora. nel modo esatto in cui mi stupisce un atteggiamento, in cui mi ferisce un silenzio, in cui mi da gioia una sorpresa.

ps: c’entra niente, ma oggi è il primo giorno di primavera e io sento sbocciare un sacco di energie, adesso le raccolgo e ne faccio un mazzo. che avere un mazzo serve sempre.

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con un certo spring

perchè ho visto le giunchiglie far capolino dietro al tronco nel fosso, perchè ho visto tre margherite nel campo nonostante il grigio fodera del cielo, perchè ogni giorno è un po’ più luce e meno triste, perchè si sente nell’aria il profumo intenso del calycantus e anche perchè avevo finito lo yogurt gelato e senza dolcino il fine pasto non è finito. perchè oggi sono due anni che scrivo qui e non pensavo. perchè lo spunto si prende da fuori e da dentro, perchè le spremo in tutti i sensi…ho preso un’arancia e tutto quello che di arancio ha intorno e ho fatto

ciambella soffice glassata all’arancia, con gelatina al cointrau e canditi d’arancia

per la ciambella sono partita da quella che in origine era quella di ady e ho fatto le mie modifiche:

3 uova medie

200 grammi di sciroppo denso di arance candite (oppure 250 gr di zucchero)

250 gr di ricotta, ,

130 gr di acqua,

70 grammi di olio di oliva,

250 grammi di farina,

pizzico di sale,

lievito una bustina

ho montato le uova con lo zucchero, aggiunto la ricotta setacciata, l’acqua e l’olio, la farina, il lievito e le scorzette tagliate.  stampo da latte brulè, unto e infarinato, forno ventilato a 180° per 50′ prova stecchino se esce bagnato lascio dentro ancora 5′

per la glassa ho messo qualche goccio di succo d’arancia in un bicchierino di zucchero a velo e l’ho colata sulla ciambella, poi ho preso la gelatina e l’ho diluita con il cointrau all’arancia

in un piatto ho tagliato la fetta, l’ho bagnata con la gelatina d’arancia al cointreau e  guarnita con fette d’arancia tagliate e scorzette. l’olio evo che ho aggiunto nel piatto è stata la scarpetta a sorpresa…

. e visto che mi è piaciuta sia la consistenza che il sapore e che è stata apprezzata anche dalla metà critica,  iscrivo questa ricetta  alla raccolta italo-francese ricette dolci all’olio d’oliva. terza classificata. beh…son contenta sono.

scorze d’arance candite

per candire le arance si possono seguire più procedimenti uno è quello che ho già spiegato, l’altro che uso è dettato dalla comodità. mangio un arancia, conservo la buccia. ma è poca per farne una padella e allora la metto a bagno in acqua fredda in un tazzone sul lavello po, ogni volta che mi avvicino al lavello cambio l’acqua. quando mangiamo un’altra arancia la buccia va a fare compagnia all’altra. raggiunte 3/4 buccie mi metto al lavoro. scolo le scorze, le faccio bollire due minuti (perchè saranno già morbide e avranno già perso l’amaro) scolo di nuovo e le peso. stesso peso di zucchero e di acqua e sul fuoco bassissimo. come fa le prime bolle spengo. poi quando saranno fredde fredde riaccendo e così fino a quando, a vista, non sembrano perfette.

per la gelatina di arance avrei voluto provare il procedimento di enza, ma avevo un’arancia con una brutta buccia e l’ho spremuta, a quel punto avevo succo buono, ho pelato un’altra mezza al vivo e l’ho spezzettata, 5 mezze fattine piccole in piccoli pezzetti, l’altra mezza l’ho spremuta e ho messo succo e polpa in un pentolino a fondo spesso. stessa quantità di zucchero del peso di un’ arancia e fuoco lento. con il rigalimoni ho aggiunto la scorza della mezza arancia buona e come per la canditura sono andata avanti accendendo e spegnendo la fiamma a intervalli di rafreddamento. ho ottenuto un (uno solo) vasetto di marmellata gelatinosa e buonissima! non è difficile è solo che ci vuole tanta pazienza.

per la polvere di arancia ho seguito la ricetta di alex e adesso me la sniffo in ogni istante.

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cominciamo bene

o meglio ri-cominciamo. dopo 15 giorni di non ufficio, con il riportare in libreria i libri che mi sono stati regalati per disattenzione (vero amore? o non vero amore?) e prendere qualcosa che mi piace, che mi serve, che mi va. poi devo pulire i vetri della sala, (cucina e bagni li ho già fatti). riporre tutte le cose del natale. va fatto. entro subito. o si riempiranno gli occhi di malinconia e di cose da fare che non essendo fatte diventano tormentoni…arghhh!  si è chiusa la porta sugli ultimi amici, preso appuntamento per il prossimo incontro.alla giornata rituale ho contribuito con una  macedonia da gustare con maraschino o con gelato e con i biscottini alla frolla d’arancia (qui ho preso la ricetta, poi l’ho modificata come mio solito) provati il  4 gennaio. prova telefono sotto

devo provare a farne cuori

un uovo, 150 di burro morbido, 20 gr di olio evo, buccia grattugiata di arancia (naturale e non trattata) 100 gr di zucchero a velo, zeste di arancia candite e tritate 200 gr di farina e 100 gr di farina di mandorle. montare uova zucchero e burro, aggiungere polvere e canditi, poi le farine. comporre 3 rotolini e metterli in frigorifero per un’ora. accendere il forno a 180 gradi, tagliari i tubi a rondelle e cuocerli per circa 10′. farli freddare e immergerli nel cioccolato fuso.

ancora troppe cose da mangiare. e tutti i pavimenti da pulire. e mio marito è già scomparso dalla circolazione. si torna alla vita di tutti i giorni senza feste, senza addobbi, con i  ritmi precostituiti. torna l’orecchio alla tele come tornerà alla radio. da domani, luna calante, iniziamo una dieta che ci depuri dal superfluo. per il fisico e per la testa. non ho ancora buttato abbastanza. ripulire e ri-partire leggeri.

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arancia meccanica

e gli amici dall’asilo. il giorno di santo stefano a casa mia. dall’asilo dello sparso. bimbi e genitori. nata dal desiderio di intrattenere i piccoli, di sopperire alla mancanza di parenti, di condire le feste con chiacchiere e biscotti. non lo so cosa succeda in altri asili, naturalmente il nostro è stato eccezionale. un collante fantastico per molti di noi e dei nostri ragazzi che non si sono dimenticati. riunioni a cui è meglio esserci perchè chi manca viene crocifisso. poi fatto risorgere ma, solo per crocifiggerlo alla prossima occasione. un tè, una tisana e si dipanano le matasse dei discorsi di chi non si conosce così bene da scendere nei dettagli, poche cose in comune ma la voglia di metterle comunque in gioco. per noi donne è più facile sempre. gli argomenti non ci mancano mai. per gli uomini  che devono governare il pollaio è un pochino più complicato. politica (!) lavoro (?) passioni (…) sport (/) piadina, salame,  biscotti, arance candite e l’impegno di continuare a provarci. di non lasciare che si perdano le ragioni, di recuperare un poco i rapporti così fragili che …ieri non abbiamo detto una parola su chi non c’era. perchè ci mancava qualcosa. ci mancava chi non c’era ed eravamo solo tre donne. siamo tutti troppo soli. troppo concentrati su noi stessi. è stato un bel pomeriggio, comunque. con la mia solita incapacità di organizzarmi che mi porta a ricevere i primi in accappatoio, con i mariti che vengono ad avvisare che la moglie ha ma di testa e passa la mano. con le chiacchiere che iniziano a due e parlare a tu per tu con un uomo che non è il tuo a volte stempera i malumori (sono ancora arrabbiata per l’incapacità del mio di andare a fondo nei miei pensieri) e forse il mezzo gaudio funge da mezzo di contrasto e si vede meglio che per tanti è così. i ragazzi erano al piano sopra e come una coperta calda facevano sentire che c’erano. e avevano fame.

oltre a piadina e panettone (pasticceria moderna lugo) ho  preparato i canditi d’arancia in varie interpretazioni: natural, cioccofondenti e a rondelloni. non è una novità. mangiare l’arancia e candire la buccia per me è diventata una mossa meccanica. ho il tegame work in progress per tutto l’inverno. ci convivo e sopravvivo. e i pensieri vanno sempre a chi per primo mi ha indicato il modo. Antonio grazie per sempre.

oggi finalmente ho ripreso la corsetta quotidiana. 45 minuti di libertà. devo finire  Akunin per il 29 e ricordarmi che il 28 è già lunedì. o che lunedì è già il 28?

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una dose

in romagna la dose è la giusta quantità. una dose di lievito, una dose di baci, una dose di risate, una dose di cose. sempre più spesso mi capita di andare a letto con l’urgenza di far colazione. la mia dose quotidiana di golosità senza freni. mi spiego. non vedo l’ora di aprire gli occhi, già dormita, pronta a scendere e a compiere il mio rito quotidiano preferito. la colazione. momento sublime di pace, di golosità e di coccole molto personali. è per questo che chiudo gli occhi stretti stretti, infilo le mani sotto il cuscino e cerco di dormire subito. per svegliarmi e ritrovare forse l’unico momento in cui mi vizio. non mi basta mai un caffè e via…Prima un mug di acqua e limone, poi un kiwi mangiato col cucchiaino, poi quello che mi va di spiluccare e allora fette biscottate con il miele, zuccherini, biscotti, ravioli con la marmellata, crostata, brioches, corn flakes e quando posso pancakes poi, il caffè o il cappuccio e in tv quello che piace a me. o musica o notizie. a seconda dell’umore. no per essere più precisa la combinazione perfetta è: sveglia alle 6e50 e oroscopo sulla 7, una fettabiscottata, controprova dell’oroscopo su canale 5 e plum cake e poi il meteo di Sottocorona sempre sulla 7, caffè e… dopo Vaime, un canale musicale. la mattina presto è tutta mia. oggi me la sono cucinata così:

crostad'arancia

crostad'arancia

Per la crostata:
500 gr di farina doppio zero
100 grammi di burro morbido
2 uova intere
un pizzico di sale
150 grammi di zucchero
una dose di lievito (una bustina)

Mettere nel frullatore tutti gli ingredienti. Formare una palla. Mettere in frigorifero 15′ poi tirarla fra due fogli di carta forno cercando di dimensionare poco più grande della teglia.
foderare la teglia, riempire con abbondante marmellata (la mia di arance handmade) creare striscioline di pasta da gratellare sulla marmellata e infornare a 170° per mezz’ora.
Sicuramente avanzerà della pasta. Utilizzarla per minicrostatine o per ravioli dolci ripieni.

Non vedo l’ora che sia di nuovo ora di colazione.

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sono di scorza dolce

se volete potete provarci anche voi. l’unico inconveniente è il rischio di farsi mangiare.

prendere la scorza di un paio di arance non trattate. immergerle in acqua fredda una notte. Scolarle e farle bollire in tegame un minuto, gettare l’acqua, rifare bollire un minuto, rigettare l’acqua e far bollire ancora una volta per 5 minuti. Scolare le scorze, tagliarle come preferite e pesare. Al peso delle arance aggiungere la stessa quantità di zucchero e di acqua. Mettere sul fornello a fuoco basso e portare a ebollizione, spegnere, lasciare raffreddare. Ripetere questa operazione le volte necessarie a fare assorbire tutto lo sciroppo.
Degustare le scorze candite cosparse di zucchero semolato o, come io preferisco, ricoperte di cioccolato fondente. pà le mangia una dopo l’altra finchè non vede la fine.


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