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2010

prrrrr

pronti a ricominciare

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è tempo di abbracci

e che siano tanti, caldi e stretti. che siano abbracci sentiti davvero, non frettolosi e di circostanza. abbracci che prendano l’anima e la facciano sentire leggera e meno sola. e io vorrei braccia lunghissime per raggiungere le persone che sono entrate nei miei pensieri in questi giorni. per raggiungere le persone che leggo e che ho incontrato. per raggiungere le persone che vorrei lo sapessero che gli abbracci di natale sono il più grande dei doni, per raggiungere chi posso raggiungere ogni volta che ci penso.  e un abbraccio grande va a chi vive un natale di cure. che basta togliere una lettera al cuore e la realtà ti appare evidente. allora abbracci lunghi e buon natale di cuOre.

la vigilia con i suoi piedini a panino, la risata che gorgoglia, le gambettine che non stanno ferme un attimo e oggi il pranzo in uno scambio di nuclei che diventa un insieme…questo sì che è un dono!

e che i fatti siano più sinceri di tante parole. buon natale!

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unconventional pasqua

colazione per tre. alle 15e30. la tradizione pasquale rispettata grazie alla colomba delle sorelle Nurzia. all’uovo regalato allo sparso. all’ananasuovo regalo di moni. in pigiama. col fuoco acceso. tutto il resto può aspettare. serenità a tutti.

la pasqua con chi vuoi ha davvero la libertà che merita.

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sssst…..

sottovoce, senza fare rumore. è natale. il mio natale è nel cuore e nei pensieri. ho scoperto che entrano nei miei pensieri molte persone e che silenziosamenteleggono. a chi capita per caso o per casa…auguri grandi. che le speranze diventino regali per tutti.

le mie spesso si rompono. buon natale li stess

che il babbo si lanciasse dalle scale la vigilia di natale non me lo aspettavo. che solo 2 punti in testa e niente male forse si. ho scoperto che preferisco il babbo senza testa a quello senza e basta. ho scoperto che lassù qualcuno ci ama. ho avuto la conferma che la mia metà non sa chi sono e ho scoperto invece che ci sono persone che mi conoscono bene. ho scartato. ho gioito. per adesso basta questo. due cose davvero belle? la pancia di teri. e le tradizioni mantenute.

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ti aspettavo. michele 2.0

dal primo aprile del 1989. sei il mio pesce d’aprile materializzato. lo so con certezza. i tuoi primi incoscienti 9 mesi sono stati per me i più belli di sempre. straordinario sentirti crescere, invadere ogni parte di me. che saresti stato maschio l’ho saputo prima di tutto. volevo un maschio. il primo figlio di casa. dovevi nascere il primo gennaio secondo i miei calcoli ma a metà dicembre scalciavi parecchio. non volevo sembrare piagnona e non mi lamentavo e così quando il mercoledì giravo per il mercato per fare i regali di natale e le fitte mi toglievano il respiro, mi fermavo. riprendevo fiato e via. sempre più frequenti. fino al 21 dicembre il giorno dopo. ero in ufficio e…è stato chiaro che non potevi più aspettare. sono arrivata in ospedale e dopo appena due ore tu eri fra le mie braccia, brutto, sporco, con la faccia uguale a mia suocera. una tartaruga magra. 2 kili e 6 di coda e capelli. lo sciopero delle nursery, la culla nella stanza. tenga controllato se respira. panico. la cosa eccezionale nessuno di guardia, papà che rimane a dormire per controllare che tu respirassi e io riposassi. troppo piccino. 10 giorni di culla termica. il tiralatte, troppe tette, troppo male, le scarpe verdi, la cuffia verde, il camice. e poi natale. noi a casa e tu no. la mia crisi. i consigli non richiesti. dobbiamo essere allegri. non ci pensare. non era così che volevo. ma poi…il primo anno è passato. e il secondo e il terzo e finalmente ho smesso di chiedermi se stavi bene, se mangiavi,  se crescevi. se ce la facevo…tu ridevi sempre. dormivi tanto e parlavi come un fumetto. vent’anni. ti ho passato tutti i miei difetti. ti sei preso tutti quelli di tuo padre. e naturalmente sei totalmente im-perfetto. spero di averti dato il cuore, la capacità di pensare e scegliere e di non omologarti mai. per il resto hai tutto sparso in giro. come al solito. buon compleanno ragazzo. sei parte di me.

ps adesso che sei grande possiamo permetterci di festeggiare il giorno giusto. fino alle superiori il tuo compleanno era una o due settimane prima per non confonderti le feste, i regali e le idee…ma ti è rimasto il vizio di volere due o tre torte per festeggiare…

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19 marzo

una festa per il papà. per fargli sapere che è importante. una festa che non dovrebbe, come molte altre, essere mercificata. sono rimasta colpita dalle asserzioni di uno psicologo che ha delineato la figura del miglior padre in quella del padre adottivo. sarebbe questo il migliore. non soggiogato dal legame di sangue e quindi ragionevolmente più razionale. un padre che ha scelto di essere padre. è vero. applauso a chi è padre adottivo. ma … io…applaudo anche chi diventa padre di figli non suoi, oggi così tanti e, che si ritrova a essere appoggio e sostegno di una madre sola e antagonista, di un padre naturale e spesso geloso. applauso a chi diventa padre bambino. quanti ventenni (ne conosco davvero tanti) si ritrovano con mogli bambine e neonati da gestire? e combattono e sbagliano e crescono e ci provano, con risultati spesso straordinari.

poi un applauso personale. al mio babbo. che mi ha dato oltre 20 anni di esempi e di affetto tangibile, di valzer ballati nell’ingresso di casa e di baci rubati alla mamma. un applauso per avermi fatto vedere che poteva esistere un amore così grande da durare 60 anni e un’allegria che contagiava anche noi figlie. un applauso ai suoi tozzoni. un applauso agli assegni staccati per aiutare. un applauso anche oggi, 88 anni, lontano con la mente ma riconoscibile dal mio cuore. grazie babbo. auguri a te.

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