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con un certo spring

perchè ho visto le giunchiglie far capolino dietro al tronco nel fosso, perchè ho visto tre margherite nel campo nonostante il grigio fodera del cielo, perchè ogni giorno è un po’ più luce e meno triste, perchè si sente nell’aria il profumo intenso del calycantus e anche perchè avevo finito lo yogurt gelato e senza dolcino il fine pasto non è finito. perchè oggi sono due anni che scrivo qui e non pensavo. perchè lo spunto si prende da fuori e da dentro, perchè le spremo in tutti i sensi…ho preso un’arancia e tutto quello che di arancio ha intorno e ho fatto

ciambella soffice glassata all’arancia, con gelatina al cointrau e canditi d’arancia

per la ciambella sono partita da quella che in origine era quella di ady e ho fatto le mie modifiche:

3 uova medie

200 grammi di sciroppo denso di arance candite (oppure 250 gr di zucchero)

250 gr di ricotta, ,

130 gr di acqua,

70 grammi di olio di oliva,

250 grammi di farina,

pizzico di sale,

lievito una bustina

ho montato le uova con lo zucchero, aggiunto la ricotta setacciata, l’acqua e l’olio, la farina, il lievito e le scorzette tagliate.  stampo da latte brulè, unto e infarinato, forno ventilato a 180° per 50′ prova stecchino se esce bagnato lascio dentro ancora 5′

per la glassa ho messo qualche goccio di succo d’arancia in un bicchierino di zucchero a velo e l’ho colata sulla ciambella, poi ho preso la gelatina e l’ho diluita con il cointrau all’arancia

in un piatto ho tagliato la fetta, l’ho bagnata con la gelatina d’arancia al cointreau e  guarnita con fette d’arancia tagliate e scorzette. l’olio evo che ho aggiunto nel piatto è stata la scarpetta a sorpresa…

. e visto che mi è piaciuta sia la consistenza che il sapore e che è stata apprezzata anche dalla metà critica,  iscrivo questa ricetta  alla raccolta italo-francese ricette dolci all’olio d’oliva. terza classificata. beh…son contenta sono.

scorze d’arance candite

per candire le arance si possono seguire più procedimenti uno è quello che ho già spiegato, l’altro che uso è dettato dalla comodità. mangio un arancia, conservo la buccia. ma è poca per farne una padella e allora la metto a bagno in acqua fredda in un tazzone sul lavello po, ogni volta che mi avvicino al lavello cambio l’acqua. quando mangiamo un’altra arancia la buccia va a fare compagnia all’altra. raggiunte 3/4 buccie mi metto al lavoro. scolo le scorze, le faccio bollire due minuti (perchè saranno già morbide e avranno già perso l’amaro) scolo di nuovo e le peso. stesso peso di zucchero e di acqua e sul fuoco bassissimo. come fa le prime bolle spengo. poi quando saranno fredde fredde riaccendo e così fino a quando, a vista, non sembrano perfette.

per la gelatina di arance avrei voluto provare il procedimento di enza, ma avevo un’arancia con una brutta buccia e l’ho spremuta, a quel punto avevo succo buono, ho pelato un’altra mezza al vivo e l’ho spezzettata, 5 mezze fattine piccole in piccoli pezzetti, l’altra mezza l’ho spremuta e ho messo succo e polpa in un pentolino a fondo spesso. stessa quantità di zucchero del peso di un’ arancia e fuoco lento. con il rigalimoni ho aggiunto la scorza della mezza arancia buona e come per la canditura sono andata avanti accendendo e spegnendo la fiamma a intervalli di rafreddamento. ho ottenuto un (uno solo) vasetto di marmellata gelatinosa e buonissima! non è difficile è solo che ci vuole tanta pazienza.

per la polvere di arancia ho seguito la ricetta di alex e adesso me la sniffo in ogni istante.

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arancia meccanica

e gli amici dall’asilo. il giorno di santo stefano a casa mia. dall’asilo dello sparso. bimbi e genitori. nata dal desiderio di intrattenere i piccoli, di sopperire alla mancanza di parenti, di condire le feste con chiacchiere e biscotti. non lo so cosa succeda in altri asili, naturalmente il nostro è stato eccezionale. un collante fantastico per molti di noi e dei nostri ragazzi che non si sono dimenticati. riunioni a cui è meglio esserci perchè chi manca viene crocifisso. poi fatto risorgere ma, solo per crocifiggerlo alla prossima occasione. un tè, una tisana e si dipanano le matasse dei discorsi di chi non si conosce così bene da scendere nei dettagli, poche cose in comune ma la voglia di metterle comunque in gioco. per noi donne è più facile sempre. gli argomenti non ci mancano mai. per gli uomini  che devono governare il pollaio è un pochino più complicato. politica (!) lavoro (?) passioni (…) sport (/) piadina, salame,  biscotti, arance candite e l’impegno di continuare a provarci. di non lasciare che si perdano le ragioni, di recuperare un poco i rapporti così fragili che …ieri non abbiamo detto una parola su chi non c’era. perchè ci mancava qualcosa. ci mancava chi non c’era ed eravamo solo tre donne. siamo tutti troppo soli. troppo concentrati su noi stessi. è stato un bel pomeriggio, comunque. con la mia solita incapacità di organizzarmi che mi porta a ricevere i primi in accappatoio, con i mariti che vengono ad avvisare che la moglie ha ma di testa e passa la mano. con le chiacchiere che iniziano a due e parlare a tu per tu con un uomo che non è il tuo a volte stempera i malumori (sono ancora arrabbiata per l’incapacità del mio di andare a fondo nei miei pensieri) e forse il mezzo gaudio funge da mezzo di contrasto e si vede meglio che per tanti è così. i ragazzi erano al piano sopra e come una coperta calda facevano sentire che c’erano. e avevano fame.

oltre a piadina e panettone (pasticceria moderna lugo) ho  preparato i canditi d’arancia in varie interpretazioni: natural, cioccofondenti e a rondelloni. non è una novità. mangiare l’arancia e candire la buccia per me è diventata una mossa meccanica. ho il tegame work in progress per tutto l’inverno. ci convivo e sopravvivo. e i pensieri vanno sempre a chi per primo mi ha indicato il modo. Antonio grazie per sempre.

oggi finalmente ho ripreso la corsetta quotidiana. 45 minuti di libertà. devo finire  Akunin per il 29 e ricordarmi che il 28 è già lunedì. o che lunedì è già il 28?

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