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sgnacchera

urlato per strada, attraverso il finestrino, a una signora in bicicletta. che rallenta, osserva bene chi guida, si accerta che non sia george clooney e riprende a pedalare, con un nuovo sorriso, che diventa risata, cristallina e solare! sgnacchera. la volgarità se non la pensi non esiste. e se fai presto a raccontarla al marito tuo e lo senti esplodere come te in una divertita ed esagerata risata…ci pensi anche un attimo…perchè ridi? non ci credi? mi hano urlato sgnacchera, sì, hanno anche rallentato parecchio per farlo e abbassato il finestrino e forse hanno anche rischiato la vita. per me 🙂

sgnacchera è un vocabolo felliniano e ha il suono dei complimenti spontanei e mi dà l’allegria che cambia la giornata e da grigia che era diventa leggera. che per quanto possiamo virtuosare noi donne abbiamo bisogno di complimenti e se i questi sono gratuiti e senza altri fini (attenzione al conflitto) sono come un massaggio in una spa. come un quadretto di cioccolata, come una bella notizia. e allora adesso faccio colazione con i pancake con la ricotta che ho trovato su questo numero di G2K, (con la ricotta!) mi metto la gonna e i calzettoni, inforco la bici e torno a caccia 😉 cantando non ho l’età…per strafare…

e poi…sono davvero sicura che non fosse …lui?

ps: la rivista è online, gratuita e bellissima. è donna. è vanitosa. e talentuosa. è un unione fra donne…raaaro. ce ne fossero! la foto e la versione del pancake al cioccolato che preparerò per mitch sempre e solo quando si sveglia.

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rosa. dedicato. delicato

vorrei non doverci pensare. per la solita faccenda della testa sotto la sabbia. io mi conosco e non riesco a pensare lontano da me. nel senso che tutto, tutto mi arriva vicino fino a sentirlo. sento la felicità degli altri e mi rende felice. sento la sofferenza degli altri e soffro. nella rete, su fb, nei giornali, alla televisione, sui settimanali, mensili, quotidiani, ovunque si parla di questa iniziativa con il nastro rosa della Lilt. il mese di ottobre diventa l’inno della prevenzione al tumore al seno. è una cosa seria. senza sfumature. vorrei che ogni giorno si pensasse alla salute e si prevenisse con altrettanta attenzione mediatica qualsiasi malattia. un’utopia? però se questa iniziativa serve a convincere una di noi a farsi guardare,  bene. diamo voce e spazio.  la mia amica si fatta un controllo perchè una sua amica si era dovuta operare. e ha scoperto di avere un carcinoma mammario in fase di sviluppo. operata. ha fatto il primo ciclo di chemio. e io che volevo esserle vicinavicina non ho la forza di chiamarla. che ho troppo chiari e vicini i giorni di chemio di mia sorella. e non riesco. e le lacrime non mi sono di sfogo. e neanche le parolacce che penso. e allora smettiamola di pensare che succeda sempre agli altri e teniamo alta la guardia. per tutto. il nostro seno, lo stomaco, i polmoni, l’intestino e la prostata. e i nei. e mangiamo con il cervello. e pensiamo con il cuore. e quando si tratta di agire facciamolo con la ragione, la testa e il cuore.

 

perché non è sempre maligno

 

dedicato alla mia vicina e a marì che non ce l’hanno fatta. dedicato ad anna la figlia della vicina e a santina mia cugina che invece hanno vinto. dedicato a tì, che sta combattendo. dedicato a mia sorella. alle mie zie. allo zio che no. e non era neanche rosa.

tutta la rete oggi si tinge di rosa. l’iniziativa è partita da qui. i link che mi fanno pensare li aggiungerò pian piano.

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noi no

capita di cambiare per amore. di farsi piccole per amore. capita di ignorare le aspirazioni, di calpestare le idee. capita di non sapere quando fermare l’ansia di compiacere all’altro e capita di accorgersi che il noi è più che altro lui. inversamente l’io diventa piccolissimo (il nostro) e smisuratamente grande (il suo).

noi no.

due giorni al femminile plurale, così plurale che la conta diceva 9 a 2. e la cosa che mi ha colpita è stata proprio leggere sulle facce dei due uomini presenti, complicità e soddisfazione. ammirazione curiosa partecipazione e forse anche un pizzico di invidia.

io e lei ci siamo sentite grate della libertà concessa e, da single per un giorno, ci siamo portate a spasso nei pensieri la parte mancante della coppia. con il senso di liberazione che vi permetteva di sostare a tempo indeterminato davanti a un tagliabiscotti e con la voglia di tornare a vivere insieme l’orchesstra di piazza navona

ho osservato sui visi, riconoscendomi, gli sguardi  di intesa, l’ansia di chiamare casa, la presa in giro giocherellata di chi non poteva defilarsi perchè lei ci metteva a tavola. una tavola sullo stesso rigo.

amò, diceva lei, riportandomi ad altri diminutivi, rivelando la complicità e l’abitudine all’intercalare costante. noi con la libertà di mangiare, ridere, parlar dei loro difetti, ascoltare i nostri e ridere. noi no, non sembriamo diverse da noi stesse se siamo con o senza di loro. siamo solo una metà piena di cose da raccontare poi.

quando siamo noi e non io o tu. quando la libertà è in due. quando riusciamo a camminare anche da sole. quando dobbiamo lasciarci andare e riprenderci. compagni di giochi e di marachelle, compagni con i quali discutere ma che ci appoggiano sempre e ci danno sostegno. compagni che ci danno la possibilità  di trovare nuove amiche senza esserne gelosi. (mi è successo sì)

a queste femmine e ai loro compagni la mia ammirazione: palese e dichiarata. totale e incondizionata. nessuno le vorrebbe diverse. nemmeno i mariti, presenti, assenti e futuri 😉

per altre immagini dell’incontro che ho già detto qui.

per un marito…inutile cercare, arriva quando serve.

sto preparando il brodo di giuggiole…è sempre bene tenerne un pochino di scorta.

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8 marzo

Non sono gli auguri quello di cui abbiamo bisogno.
E’ un sostegno costante e un incoraggiamento quotidiano; è il rispetto incondizionato e una mano che ci viene tesa

è una parola che ci viene data e un saluto da chi non conosciamo.
E’ una possibilità.

Alle donne. A tutte le donne. Agli uomini a tutti gli uomini
Per le donne e gli uomini di buona volontà in tutte le età della loro vita.


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