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gnocchi, patate e belle topolone

ovvero com’è che un ragazzo e una ragazza belli e buoni si dicono gnocco e gnocca? e perchè la patata ha un senso spesso diverso da quella che si sbuccia, si cuoce e si consuma? e per puntare sulla bontà stratosferica del gorgonzola era necessario ricorrere alla bella topolona? alla prima domanda mi rispondo da sola. gnocco è buono che più buono non si può. è perfetto da consumare anche nella sua imbarazzante semplicità e si scioglie in bocca. è uno di quei primi piatti che non potrei cucinare solo per la parte difficile della mia famiglia. se faccio gnocchi, io, sono la prima a divorarli. già appena salgono in superficie, con la scusa di testarne la cottura. ma quando mai (e mi brucio la lingua. costante che ritorna) poi discuto con me stessa per il condimento che al pesto, al ragù, al pomodoro e basilico, gratinati in forno, burro e salvia. fortuna vuole che un pezzettone di gorgonzola dop abbia preso residenza temporanea nel lato basso del frigorifero che lo so che il gorgonzola non vorrebbe ma altrove si sente …e allora la ricetta di oggi e di domani e di tutti i giorni che mi porteranno a finire i 3 chili di gnocchi che ho preparato è questa: un bel pezzettone di gorgonzola dop da sciogliere in due cucchiai di latte crudo su fuoco dolce nel quale tuffare i gallegianti man mano che salgono. non metto neanche il parmigiano che non voglio contaminazioni. mi siedo  a tavola, me ne frego delle foto perfette e lo sparso se la prende. mangio. godo. grazie marco.

gnocchi di patate? tutte le patate vecchie che stavano germogliando bollite in acqua con la buccia, appena tolte schiacciate col passapatate buccia compresa, che non passa, potete credermi e non vi scottate le mani. sul tagliere fare la montagnina di patate passate. un montagnina uguale di farina 00 e impastare. è un lavoro che sporca le mani lo so. ma bisogna farlo a mano, perchè solo a mano ci si rende conto se serve ancora farina. quando il composto non si appiccica più alle mani significa che si può trasformare in cordoncini, da tagliare a tocchettini, da passare sui rebbi della forchetta. congelare quelli che non si cuociono su vassoi di cartone cosparsi di farina e ben distanziati tra loro. solo una volta congelati mettere nei sacchetti o nei contenitori “tapper” come io. li tuffo congelati nell’acqua bollente e salata e non li mescolo. vengono perfetti. occorre la patata buona. e questo mi fa tornare alla domanda iniziale. ma patata perchè? e i topi non preferiscono i groviera?

ps: caro il mio ragazzo sparso. questo che scrivo è per te. ci sono tutte le istruzioni semplici per cucinare. se ti chiedo di farlo per una settimana, perchè sono stufa degli orari assurdi e dei ritardi e delle scuse e dei ventenni e dei cinquantenni e del casino in cucina…ti basterebbe leggere qui. lo sai. lo fai. c’è scritto dove trovare le cose per cucinare. e non mi aspettare e non mi chiamare! voglio arrivare a casa e trovare pronto. in tavola. e sedermi e mangiare e poi parlare del perchè le ragazze son complicate e fanno il muso e poi ti sorridono e poi non ti parlano e poi ti sequestrano e poi ti prendono e ti lasciano e ti riprendono. tu impara a cucinare ragazzo. e impara a farlo per chi ami, che è un dono grande. è la parte fondamentale. ma fallo bene. in autonomia. senza telefonare alla mamma. (che comincerebbe a urlarti nelle orecchie lo sai)

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