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lo scambio di natale

lo scorso natale, affascinata dal mondo e dal modo di daniela, ho partecipato allo scambio/swap delle scatole di latta. nella foto quella che inviai a stefania nel novembre 2009.

quest’anno ci ha pensato anna a fare in modo che ci si scambiasse un dono, al buio, a fare in modo che l’attesa del natale si caricasse di aspettativa. e l’idea è di quelle che aggiungono sorpresa a sorpresa. scambiarsi libri che parlano di ricette per chi ama leggere e cucinare. “cibinlibri” è questo lo swap di natale. aspetto il mio indirizzo segreto e intanto scelgo, difficile compito, un libro che parli di cucina e di me. oggi è dicembre. un mese con il quale devo fare la pace.

 

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abitudini

sto cucinando le solite cose. a nastro. che il ritorno alle abitudini chiede tagliatelle, tortelloni, capelletti da “storare” nel congelatore. è già ottobre e il rientro è passato da un mese e oltre ma. i sacchetti di problemi restano sempre dove li ho lasciati e son da gettare prima o poi. la mattina non si fa luce mai e la sera è buio presto e questo è solo il primo mese d’autunno. aria bassa e umidità per funghi belli. non credo di aver voglia di 6 mesi di questo passo e passo le serate stirando montagnine di panni e producendo torte per aver la scusa di accendere il forno. mi vizio con il pane alle banane che ho iniziato a fare in primavera e non ho smesso mai. la ricetta di cynthiabarcomi, presa da alex non ha subito variazioni se non per noci e  farina. io uso l’integrale e non metto le noci.

giornate nervose. di rimproveri e litigi. di tensioni e rinfacci. giornate arteriose. intasate di parole che feriscono. lasciarle sgorgare servirà a un ricambio…

ti ricordo che devi riportare il libro in biblio entro il 13. leggi invece di cucinare idiota!

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pronto, ti amo

al telefono l’amore ha sfumature tenui e struggenti, non importa quanti anni, al telefono è tutto amore, baci, mi manchi. pronto! amore! hai mangiato? hai dormito? cosa fai? la lontananza fa benissimo all’amore, ma soprattutto, fa benissimo a noi. sentire la mancanza è il ricostituente naturale di qualsiasi rapporto e io sento la mancanza appena mi allontano e tu senti la mancanza appena mi allontano. e da lontano amarsi è facile. al telefono sono le parti migliori di noi che ricordiamo, sono le abitudini da ritrovare insieme, fantastico amore, passo la mattinata a fare quello che mi piace senza aspettare i tuoi tempi, seguendo solo i tempi miei, senza pensare a cosa sia meglio per te, cercando di non pensare neanche troppo allo sparso che si sparge in casa con gli amici. e allora è davvero tempo mio. quello che mi serve per affrontare poi, di nuovo, un altro intero anno, spalla spalla con il giornaliero incedere delle cose da fare e da sopportare. è strano, ma mi sono abituata in fretta, non aver “nessuno” da accudire. solo il telefono da tenere a portata di mano, di voce. il telefono per raccontarti le mie imprese quotidiane e per sentire il tuo “pronto amorissimo” torneremo a starci sui maroni appena arrivo a casa. saranno litigi e discussioni come il pane quotidiano ma adesso mi prendo l’amorissimo che fa benissimo.

e in totale  libertà, mia e dello sparso, un primo in due: due gnocchi, una zucchina e qualche gambero.

zucchine a pezzettoni, lasciate stufare in padella con pochissima acqua e un filo d’olio, sale, aggiungo i gamberi sgusciati e privati del filino nero, due cucchiai di salsa di pomodoro preparata con i freschi dell’orto ed ecco pronto il sugo che accoglie gli gnocchi (gli? i? dilemma tremendo dilemma!) appena saliti a bollore. lo sparso ci aggiunto parmigiano. io no.

finito di leggere “la ragazza delle arance” di gaarder jostein. commossa soddisfazione.

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ligia al piacere

un libro a bordo vasca. spazzolo la pelle asciutta  con un guanto di crine. insisto, con delicatezza.  il  bicchiere di mandarinetto  scaldato col vapore, decorato con una fetta di clementina è pronto. a questo punto metto nell’acqua della vasca, calda e schiumosa, bucce di limone, arancia e mandarino.e  non aspetto un minuto di più.

capita che serva raddrizzare una giornata che si è piegata sotto il peso degli eventi. accidenti al ghiaccio, ai cordoli, ai trapezi che si rompono, ai comuni che appaltano, al sale che non si sparge e alla testarda abitudine di passare da strade meno battute. sto finendo il secondo libro scelto fra quelli di Fred Vargas. sto pensando che non posso non leggere anche tutti gli altri. bella scrittura. quasi antropologica nello studio dei caratteri. merita. come io merito stasera di essere ligia al piacere

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“nostra”lgia canaglia

ho termintato di leggere l’ombra del vento di zafón e proprio mentre chiudevo il libro mi è capitato di sentire che già mi mancava. mi mancava l’appuntamento sottratto alle mille cose da fare. mi mancavano i due minuti passati a veder cosa succede, mi mancava il contatto con lo spessore del libro. come mi manca il ricevere una lettera scritta a mano.  ora si aspetta l’arrivo del postino come quella di un messo comunale. o son bollette o sono multe. invece io da ragazzina ricevevo le lettere delle amiche e degli amici (tante anche quelle consegnate  a mano..che meraviglia) e il gesto di aprire la busta, sentire la carta, il profumo della casa in cui è stata scritta, le parole che mi affrettavo a leggere e il rito del rispondere. la carta e la busta, il colore dell’inchiostro. le conservo tutte. tutte tutte. compresi i biglietti che ci scambiavamo nei banchi di scuola.

una scatola di cose scritte

e come mi mancano anche certi pomeriggi del tempo di scuola, quando dovevo studiare per il giorno dopo e non mi andava proprio. e facevo di tutto pur di non prendere i libri, pulivo i bigodini di mamma, mettevo a posto i cassetti, ma molto più spesso facevo la torta marmora con la quale il giorno dopo mi “sruffianavo” i professori. (con la compiacenza delle compagne)  la stessa torta che faccio oggi con la dose della farmacia come allora (la dose è il lievito preparato dalla Farmacia Beltrami l’unico che uso per questa torta)

la torta marmora

ingredienti:  225 gr di zucchero 125 gr di fecola – 125 gr di farina 00 – 125 gr di burro – 3 uova- 25 gr di cacao – una dose per 3 uova

procedimento: sbattere il burro morbido con lo zucchero e aggiungere un tuorlo alla volta, aggiungere le farine setacciate, la dose e infine gli albumi montati a neve ferma, a questo punto versare metà dell’impasto nella tortiera Ø 24 imburrata e infarinata e aggiungere al rimantente il cacao setacciato, a cucchiaiate questo sull’altro e in forno 170° per 45′. ha il sapore delle cose che sarebbe bello ritrovare.

come una lettera scritta a mano a cui rispondere. (silvia lanconelli. via firenze 312 48018 faenza) se capita che arrivi la necessità di scrivere.

ps ho scritto nostralgia perchè anche di questo si parla in un gruppo di amici di mail, di sentimenti che sono di uno ma finiscono con l’essere di tutti e quindi nostri e basterebbe così poco per verificare che “siamo” e non “sono”.

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giornata mondiale del libro

Sono un’avida lettrice di altrui blog. Dai quali ho attinto idee e suggerimenti, con i quali ho riso e mi sono indignata, che seguo e apprezzo. Io sono una dilettante per questo ai tanti blog che seguo va tutto il mio appoggio e la mia gratitudine. Nel blog di Comida, una delle mie prime scoperte, il tema del giorno.

Voglio anche io dire la mia: leggere (e scrivere) è il primo passo dell’indipendenza. Ho appena terminato l’ultimo di Fabio Volo, (sottratto a mio figlio e incuriosita dal fatto che stava a leggere e non al computer) a lui i miei complimenti per alcuni passaggi che ho sottolineato a sui quali tornerò.
Sto leggendo in questo periodo un libro che mi è stato donato da un amico speciale, si intitola: il mondo, la carne e Padre Smith. Davvero godevole la scrittura, fa sorridere e riflettere. Ci ho messo un poco a ingranare, le prime pagine mi erano ostili ma, come per altri libri una volta entrata nella storia fila che è una meraviglia.

Grazie a Comida per la segnalazione sulla prossima iniziativa di Rimini “Mare Di Libri On Web” www.flickr.com/photos/maredilibri-festival/

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