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la settimana enig-mitica

piena di impegni, di incontri programmati e inaspettati, di cose da fare e da dire, di mezzi e di interi di trasporto, di stazioni da cui partire e di stazioni a cui riprendere uno sparso che ti raggiunge e di città che scorrono una dopo l’altra in soli 7 giorni di rebus, barzellette e cruciverb’azioni.

                                                          milano: indovina dove…

                                                          ravenna: trova l’intruso

                                                           rimini: indovina chi.

                                                          modigliana: trova le differenze

                                                           direzione: romagna o toscana?

e dopo una settimana tutta piena di cose fatte e risolte, di lavori che mi hanno dato soddisfazione e di persone che sono una soddisfazione, mi aspetto una settimana di nodi al pettine, perchè se è vero che sono stata fuori 3 giorni passando dalla lombardia alla romagna, dalle marche alla collina…è vero anche che i due uomini in casa si lasciavano vivere e sopravvivere, ma sopratutto si lasciavano sopraffare dalla pigrizia e domenica al mio rientro ho potuto constatare che: pantaloni, mutande e calzini sulla strada della doccia…ok lo sparso è rientrato; silenzio totale ai miei richiami pà è in cuffia o dorme. la seconda che ho detto. e sono quasi le 18.

forse voglio un’altra settimana piena. piena di me. ancora.

ps

ho le ortiche, i tortelloni, la frittata e il risotto. una goduria. domani. ho il thai e il lemon gras e un’amica tutta da spacchettare e impacchettare, presto

che cosa apparità?

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love bag ovvero che borsa l’amore!

ho l’impressione di vivere in una sit com. le nostre conversazioni sono così assurde e così poco convenzionali che non mi stupirei di trovare delle telecamere nascoste e di vedermi poi trasmessa sul digitale. e non mi sono neanche truccata! non ce la posso fare. ho concesso troppi capricci ai bambini e non riesco più a educarli. e così finisce che ogni giorno in casa si mangia “a la carte” pranzo ore 13e45 – 14 e io devo scegliere: una pasta e un muso lungo alternato. poi, entrambi, sono diventati bravissimi nello scavalco del pattume. il sacco, dove lo metto lo metto, viene accuratamente evitato, dribblato, ignorato; stessa sorte agli oggetti sulle scale, per esempio ho denatalizzato la casa. 5 scatoloni da portare per 4 rampe di scale. chi lo fa? se non lo faccio io nessuno. perchè il natale è una cosa mia. lo sparso si prepara il pranzo? col telefono attaccato all’orecchio muove gli arti e il cervello sotto dettatura poi lo scollega e lascia sul bancone: avanzo di sugo a seccare, parmigiano sul tagliere, piatto sporco in bilico. io mi lamento in diretta e le risposte mi fanno rabbrividire. loro si lamentano a turno, in differita. io sono il sacco del pugile. ecco perchè a volte ho lividi che non ricordo di essermi procurata. e nel bel mezzo di una litigata, nella quale entrambi cerchiamo di sovrastare il suono della televisione salta fuori una risata e allora si tira avanti. fino al prossimo coltello.

ieri in trasferta per lavoro e per la seconda volta in pochi giorni…tutto il settimo piano della rinascente di milano non è bastato alla mia metà che ha scelto mc donald’s per pranzare. io ho nuovamente evitato preferendo uno spuntino da princi che mi affascina sempre e dove, come sempre, non riesco a scegliere da che parte iniziare.

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