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mi correggo, forse è già estate

ho visto un fiorir di biciclette svestite e giovanotti vestiti solo di ormoni.

ho tuffato la faccia  in un gelato per pranzo e mi è bastato

ho innaffiato le odorose come se fosse giugno

ho visto lo sparso andare alla macchina a scaricare un sacchetto con il monopattino

e poi lavare la macchina dentro e fuori, bagnandosi i piedi per il caldo (quanti anni ho detto che ha?) e appena finito non contento passare alla vespa e lavare pure quella.

ho visto schieramenti di motociclisti occupare la strada, disoccupazione o occupazione?

Ho visto una zanzara. mentre ero sotto la doccia. e le ho fatto un gavettone.

ho sentito un pakistano al mercato fare i complimenti a una romagnola e indicare due signore di colore come brrr…è razzismo d’elite?

ho visto un vestito verde a fiori e non credo che resisterò

e adesso faccio colazione al sole del mio inesistente giardino come ogni mattina da un po’

e ieri ho fatto un risotto di primavera, con gli stridoli, strigoli, stribuono lo assicuro.

risotto per due:

un porro, un mezzo bicchiere di vino bianco secco, un mazzetto di stridoli, un mezzo litro di brodo vegatale, 6 cucchiaiate di riso vialone nano e pochi dadini di pancetta affumicata per convincere vostro figlio che sarà buonissimo.

nel coccio far stufare il porro con la pancetta e poco olio, sale e acqua. aggiungere il riso, tostarlo, il vino, farlo sfumare, aggiungere gli stridoli (non li avevo neanche spezzati) e il brodo a cuocere.

mantecato con castelmagno (sono una signora!) e servito allo sparso che non si sparge.

e poi sono stata un’ora sul wc stamattina, per leggere le pagine di chi seguo, rispondere le mail, facebucare e twitteria bella, ma son normale? boia se è tardi!

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gelo di primavera

in arrivo dalle regioni polari. allerta meteo. guardo fuori e mi preparo a poltrire. mai sofferto tanto il freddo. poi mi alzo e c’è il sole ma effettivamente tira vento. volevo andare in bici dal dentista. ma troppo freddo e troppo vento e la fatica e prendo la macchina. poi anche il giorno dopo sole ma…hanno detto che il vento gelido spazzerà la parte orientale e allora mercato in macchina. e invece il sole scalda. certo c’è escursione termica ma la notte sto sotto il piumone, di giorno posso godermi il sole. e allora mi decido ad affrontare la mattina di corsetta leggera. e penso che mi sono negata almeno tre mattine di benessere per colpa di qualcosa che doveva arrivare e invece no. o non così tanto. e ripenso alla ragazzina che dormiva nella sua stanza diventata singola. dormiva di quel sonno fatto di occhi chiusi e di orecchie aperte, di luce spenta per non farsi vedere a leggere da mamma e babbo, che la guardano dormire e si bisbigliano soddisfatti: “questa viene su bene, non ci farà preoccupare come l’altra”

la bambina ascolta e dentro scoppia di felicità per quel complimento rubato. in quel momento mi sono coperta col lenzuolo della brava ragazza e non l’ho tolto più. per non far torto a mamma e babbo. il condizionamento non mi è mai piaciuto. ma si sono cresciuta come con un fratello che ti parla dentro.

hanno detto che pioverà domenica. ma io domenica ho intenzione di andare a quel paese.

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sabato

un giorno tutto per me. iniziato con la bici, un giro in piazza, poi a casa, mezzogiorno, figlio fuori, vado a correre: 40 minuti. allenamento terminato, passo medio 6 e 38. soooono una lumaca.
diversamente dal solito l’uomo che dorme si è svegliato e cavolo, vorrebbe anche pranzare. io che pregustavo un assolo di pesce mi industrio veloce per mettere in tavola un piatto di tortelloni burro e salvia, gelato finale e caffè in moto a brisighella. saluti e baci, pà va in studio e io rassetto. per poco. scappo a camminare. su, per la salita di castelraniero. via rinaldini, giro turistico. 90 minuti di paradiso. alleggeriti dai commenti di un amico e da una natura e un panorama che commuovono. desiderio formulato in soffio nato dal fosso.
25322_1442863115681_1786809_nera sabato ed è già finito.

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