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il pulmino passava

il pulmino passava alle 7. a quell’ora già pronta. costume, prendisole, sacca col telo da spiaggia. non ricordo giochi, ma l’età,  10/11 anni, non li consentiva. già si cominciava a pensare all’amore, alle simpatie fra compagni. e le bambole restavano nascoste per la stagione più fredda. non eravamo in tanti per quelle prime esperienze di “cre estivo” ci portavano alla spiaggia più vicina, casal borsetti o marina romea, anche questo non lo ricordo. ricordo però la sensazione del caldo torrido sui sedili di plastica. dell’ansia di arrivare. del bagno appena arrivati che solo dopo ci facevano fare merenda. degli scherzi per slacciare il costume. del sentirmi inadeguata e troppo grande o troppo piccola, o troppo seno, o non lo so. ricordo il toast. grande, con un sapore che me lo porterò nel cuore sempre. chissà che formaggio era, così saporito, filante e così mai più. si tornava ubriachi di stanchezza all’ora di pranzo e dall’asfalto, quando scendevo, sentivo chiaramente salire il calore e guardando il pulmino che ripartiva vedevo l’effetto gelatina che partiva dalla strada e si fermava a metà di me. mi mandava a letto la mamma. costringendomi a fingere di dormire, in quei pomeriggi d’estate, fino al suo sonno. fingevo di ubbidire poi mi alzavo piano, uscivo nel caldo e restavo ad ascoltare i concerti delle cicale che con lo stesso strumento suonavano una identica canzone. il solleone. il prendisole. il toast. il sonnellino. le cicale. il tempo da perdere. il pulmino alle 7. li ho messi  in una cornice  e me li riguardo tutte le estati con un sorriso. scuotendo la testa come fanno i vecchi quando sento dire che è troppo caldo. non lamentiamoci che passa. passa sempre presto quello che ci piace.

6 agosto. 15 gradi. ritirate le percocche per fare i vasi. ci sono ora. nel pieno delle ferie di agosto. e quando il pulmino passa bisogna prenderlo che non sempre torna.

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Vieni babbo.

Come sei bella! Grazie babbo. Mo sai che ti sei fatta ancora più bella? Grazie Babbo, sei sempre stato un adulatore eh? E che bei cosi che hai nelle gambe. sono jeans babbo. ne voglio comprare un paio anch’io. va bene babbo. dove andiamo adesso? A far la spesa. E chi guida? guido io, babbo. Babbo? e chi è babbo?

88 anni, un uomo forte, gran lavoratore, corteggiatore, ballerino, cuoco, padre, marito. ridotto a un mucchietto di ossa e senza il sostegno della memoria. maledetto alzheimer che non solo si porta via i ricordi e i moment, ma anche gli affetti e la pazienza. Vieni babbo…balliamo questo valzer. questo ancora te lo ricordi come si fa.

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