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saint-jacques vs san giovanni

9 spighe di grano, nove steli di lavanda, nove fiori di iperico raccolti nella notte di san giovanni, umidi di rugiada con i piedi nudi sull’erba per entrare in contatto con le energie dei riti dei tempi. notte di grilli, anche per la testa, se penso che basti seguire queste semplici indicazioni per dare una svolta magica alle cose. mi costa nulla e mi diverte e mi da il brivido aggirarmi nella notte, nella notte delle streghe, a cercar segni senza inganni. non avevano bisogno di televisione un tempo, se le creavano a scadenze fisse le cose da fare. come accendere i fuochi per bruciare quello che non va. a cadenza quasi trimestrale se andiamo a leggere nelle tradizioni. il nocino non lo preparerò, ma la camminata con la signora cristina, tedesca di germania, emigrata in italia per stare con i nipotini, che ci ha guidate alla ricerca delle erbe mediche con istruzioni per pediluvi, tisane e pozioni salvifiche per fisici stanchi…è stata bella, divertente e istruttiva. nella sera di san giovanni che ci ha viste donne con il sogno di far magie per guarire il mondo.

e dal pescavendolo di fiducia le conchiglie saint jacques, un santo tira l’altro soprattutto a tavola:

semplicissima preparazione dal risultato eccezionale:

9 conchiglie lavate e pulite, sale, olio, basilico fresco.

ho scaldato un padellino antiaderente fino a che gettando un poco d’acqua non forma palline, ho adagiato in padella le cappesante, un minutoper lato e le ho riposizionate nella loro conchiglia adagiandole su una foglia di insalata. salate, oliate e basilicate. ottime e abbondanti, le ho fatte sparire tutte io. la magia è compiuta.

le conchiglie. tante.

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