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alla lunga arriva …e la marina va…

ritorno comunque a casa con la voglia di abbracciare e come entro in cucina mi prende la voglia di menare. perchè non alzano un dito per risistemare, alzano i piedi per scavalcare e dopo tre giorni di accumulo si mettono a braccia conserte in attesa del servizio. capita poi che torni di mercoledì e giovedì ti arriva un sms, arrivo domani, ci sei? non ci coonosciamo se non di parole e di conoscenze comuni, di disperati sos e monellate telefoniche. non ci conosciamo ma è come se ci conoscessimo da sempre e non so neanche che faccia avrà quando la vado a prendere alla stazione. solo che se si chiama mario e ha avuto un gatto come amor fou, ha me come amica di rifugio e si accontenta di un letto improvvisato fra un ritorno e una partenza…male non dev’essere! e come thelma&louise vaghiamo per cimiteri alla ricerca di una cadavere di cui non conosciamo cognome, ma siamo cocciute e sappiamo che ce la faremo a far brillare una candela davanti alla immagine, che solo quella c’è, ultimo tributo al re dei fuochi pirotecnici. amico di botti. (avete mai visto le facce della gente spettatori di gesti insoliti? adoro quelle facce ed esserne causa) e poi come meteora, ciao mario. non sono stata generosa di me, ti ho portata a inaugurare una pizzeria e gente in mezzo, non ho cucinato per te, ti ho fatto assaggiare un piada in ritardo e tengo in ostaggio il tuo anello e ti ho riportata alla stazione salutandoti con il pensiero che non stavo facendo abbastanza e non ti avevo goduta come dovevo. e torno a casa nervosa e ancora tutto da fare e mi chiama la lunga che arrivo lunedì lo sai vero? che ti ho mandato mail che non sono mai arrivate, ma sì ti aspetto e ti accontenti tu pure di un divano e di me di ripartenza e chissenefrega!

e con la lunga c’è più tempo per restare a parlare davanti a una zuppa inglese da fare e la faccia è conosciuta già, meno i gesti, che quelli si scoprono. e a teatro ti porto, al posto di pà che ringrazia e un giro sotto il pavaglione per la “piligrèna” che il 31 ottobre le anime pellegrine si danno appuntamento qui. e un libro con dedica e orecchino con capello nero e battiston che canta e ifigenia che mi accoglie sulla porta e gli incontri non sono mai un caso e ivanomarescotti che provoca le reazioni culturali e un trio che non conoscevo. e mi piace portarmi a casa la lunga, massacrarla di passi la mattina dopo colazione, per una salita che torna discesa oltre un’ora dopo e, non ancora paga, farle conoscere il mio fiume, il mio ponte, i miei percorsi. e massimo che incontriamo non molla gli occhi dalla lunga e dalle sue, che gli occhi sono ancora pieni e me lo dice quando mi vede. me lo dice a gesti, provate a immaginare, me lo mima il sogno e rido. e brisighella di corsa e il lavoro che domani riparto e tutto con l’ansia di far tutto e adesso la lunga e la marina aka mario lo sanno come sono nervosa e intrattabile quando torno che vorrei menare e quando parto che vorrei restare. e due amiche che continuano a scrivermi e a parlarmi di promesse nonostante me.

noi cocche fra gli albicocchi travestiti d'arancio

oggi è il tuo compleanno dada. lo sai vero che cerco sorelle in giro perchè mi manchi tu. ne ho trovate tante, non hanno ancora colmato il vuoto, ma tanti piccoli pieni mi fanno stare meglio

ps (aggiunto oggi, in riflessione)

la cosa incredibile è che dal lago maggiore e da savona, dalla campania e dalla sicilia, in un solo giorno mi sento vicina ad amici reali che di virtuale hanno poco, di virtuoso assai più e mi domando ascoltando le notizie delle alluvioni e soffrendo per ognuna di loro nella terra dei disastri…ma come può la lega dividere quello che internet unisce così tanto? e come può un temporale annegare l’italia? fosse almeno saltato il tappo!

pps

lunga non hai neanche fatto colazione prima di ripartire e io che millanto doti di biscottificiatrice.

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colp de theatre

mi piace il teatro. mi piacciono le storie che si dipanano davanti ai miei occhi. mi piace sentire l’energia e l’impegno di chi recita, mi piace ma, come in tante altre cose, mi trovo da sola con queste passioni da soddisfare. che pà è troppo pigro per spostarsi la sera e non ce la può fare a stare seduto senza dire la sua per 2 ore. e le amiche sono indecise e troppo impegnate per accompagnarmi. ho rinunciato per un paio d’anni. ma a settembre mi sono regalata un abbonamento al teatro di conselice. e vado sola. mi sono sentita libera e anticonformista e ancora adesso lo rifarei ma, manca un particolare fondamentale nel mio andare a teatro da single. manca il poter parlare e confrontarmi su quanto visto. che a volte lo spettacolo ti lascia un bagaglio che vorresti condividere. o battute che vorresti subito ripetere. oppure ti fa scoprire autori che non avresti pensato per come si sono mostrati. ecco, superata la difficoltà dell’andare a teatro da sola, mi si presenta questa mancanza di condivisione. e allora uso il mezzo che mi sono scelta per i miei travasi di parole e lo scrivo qui che non immaginavo un cerami così. non avevo la più pallida idea di chi fosse. restava un nome in opere importanti ma, come spesso succede, non mi ero presa la scomodità di andare oltre ai titoli di coda. invece vincenzo cerami merita di essere letto e riletto. e applaudito a teatro se come me si ha la fortuna di avere fatto un abbonamento curato da qualcuno che lo ha scelto per noi.

ier sera invece ho applaudito in coppia. in coppia ho riso e riso forte un grande antonio albanese. che pà ha sfidato i sei gradi sotto lo zero, ha rinunciato ai giochini per una sera e a teatro a faenza ci è venuto con me. roba da ridere appunto.

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