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nera per caso

al cioccolato brulè, oppure ciocco burns, perchè se scrivo torta al cioccolato bruciato non  fa una bella figura.

metto il cioccolato a fondere, a bagnomaria,  poi metto i panni in lavatrice, oh! ci sono anche quelli da stendere, oh in giardino è necessario dare una pulita al tavolo, oh prendendo la spugna ho ri.visto la lavatrice, e poi la doccia da pulire e poi inizio a sentire uno strano profumo impregnante…provo a volare ma non serve più, il cioccolato è diventato compatto, bricioloso e a una prima occhiata potrebbe sembrare il cioccolato di modica. lo assaggio. non è male. non è male affatto. e allora improvviso una torta alternativa alla solita che dovevo fare. una torta da inzuppare nel latte per le colazioni dello sparso.

200 grammi abbondanti di ciocco fondente (avevo conad in casa) 250 grammi di farina. uno yogurt due bontà, (conad anche quello), 100 gr di burro, 3 uova, 250 grammi di zucchero, due tazzine da caffè di acqua. una bustina di lievito.

il risultato è stato stupefacente e i cereali dello yogurt hanno regalato sorprese ai morsi. credo che la rifarò;  provando a non far danni con il cioccolato.

ma come devo fare se nell’istante esatto in cui comincio a fare una cosa mi si aprono altre mille possibilità alle quali  non voglio rinunciare? è così sempre, cambio direzione costantemente, ogni volta che mi si apre una finestra e vedo le cose da fare non resto sul binario, ma cambio, nella convinzione assurda di riuscire a fare tutto. tutto in tempo e tutto bene. e spesso dimentico il binario iniziale e faccio delle figure di cioccolata. si riesce a cambiare anche quando si è già adultini?

aggiornatmento al post precedente: milano, corso como 10-i miei stivali con i miei piedi dentro-il concerto di lorenzojova-il citofono, la maniglia e la chiusura, lo scalino per seguire la salita e il colore ;D-romagna.

ps: sulla settimana dei nodi al pettine avrei dovuto scommettere!

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“nostra”lgia canaglia

ho termintato di leggere l’ombra del vento di zafón e proprio mentre chiudevo il libro mi è capitato di sentire che già mi mancava. mi mancava l’appuntamento sottratto alle mille cose da fare. mi mancavano i due minuti passati a veder cosa succede, mi mancava il contatto con lo spessore del libro. come mi manca il ricevere una lettera scritta a mano.  ora si aspetta l’arrivo del postino come quella di un messo comunale. o son bollette o sono multe. invece io da ragazzina ricevevo le lettere delle amiche e degli amici (tante anche quelle consegnate  a mano..che meraviglia) e il gesto di aprire la busta, sentire la carta, il profumo della casa in cui è stata scritta, le parole che mi affrettavo a leggere e il rito del rispondere. la carta e la busta, il colore dell’inchiostro. le conservo tutte. tutte tutte. compresi i biglietti che ci scambiavamo nei banchi di scuola.

una scatola di cose scritte

e come mi mancano anche certi pomeriggi del tempo di scuola, quando dovevo studiare per il giorno dopo e non mi andava proprio. e facevo di tutto pur di non prendere i libri, pulivo i bigodini di mamma, mettevo a posto i cassetti, ma molto più spesso facevo la torta marmora con la quale il giorno dopo mi “sruffianavo” i professori. (con la compiacenza delle compagne)  la stessa torta che faccio oggi con la dose della farmacia come allora (la dose è il lievito preparato dalla Farmacia Beltrami l’unico che uso per questa torta)

la torta marmora

ingredienti:  225 gr di zucchero 125 gr di fecola – 125 gr di farina 00 – 125 gr di burro – 3 uova- 25 gr di cacao – una dose per 3 uova

procedimento: sbattere il burro morbido con lo zucchero e aggiungere un tuorlo alla volta, aggiungere le farine setacciate, la dose e infine gli albumi montati a neve ferma, a questo punto versare metà dell’impasto nella tortiera Ø 24 imburrata e infarinata e aggiungere al rimantente il cacao setacciato, a cucchiaiate questo sull’altro e in forno 170° per 45′. ha il sapore delle cose che sarebbe bello ritrovare.

come una lettera scritta a mano a cui rispondere. (silvia lanconelli. via firenze 312 48018 faenza) se capita che arrivi la necessità di scrivere.

ps ho scritto nostralgia perchè anche di questo si parla in un gruppo di amici di mail, di sentimenti che sono di uno ma finiscono con l’essere di tutti e quindi nostri e basterebbe così poco per verificare che “siamo” e non “sono”.

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la multa del 5 maggio

Superare i 50 è vietato? Non per te amore mio che l’hai sempre voluto fortissimamente fare. E allora vai, spingi forte sul pedale che sono le tue passioni e continua a essere così fanciullo e razionale, simpatico e antipatico, affascinante e stronzo. Non ti farò mancare la mia complicità, le mie manie e la torta che vorresti tutti i giorni.

Naturalmente di pasticceria e non mia. L’unica torta che compriamo per i nostri compleanni…sfoglia croccante, crema chantilly con amarene, scaglie di cioccolato, bignè allo zabaione, panna montata.

Il Saint Honorè di Fiorentini

Pasticceria Fiorentini
Corso Mazzini 173 Faenza
tel 0546 22664

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adoro pareggiare

e non sto parlando di risultati sportivi, chè il quel caso preferisco vincere. adoro pareggiareil taglio delle torte.

di mele, per la precisione. Sono una mela addiction. Adoro coglierle, annusarle, morderle e cucinarle.

torta di mela – strudel di mele – la mela cotta – mela in padella – crumble di mela – mela con maiale – spinaci grana e mela

Adoro così tanto la mela che anche il mio computer è una mela :-)) e quindi…se faccio una torta di mele…il taglio non sarà mai abbastanza perfetto per me…fino a quando la torta non sarà inesorabilmente finita. nella mia panza.

La torta di mele di tutti i giorni

100 grammi di farina (grano saraceno e integrale mezza e mezza)

un bicchiere di latte (o succo di arancia, ananas, pesche se non ho latte)

1 uovo -1 limone

tre cucchiai di miele, cannella, zucchero di canna dulcita

un chilo abbondante di mele. uvetta sultanina.

Taglio le mele e le cospargo di succo di limone e di scorzette di limone .

Metto a rinvenire le uvette in marsala o rhum. Intanto nella planetaria faccio

montare l’uovo con il miele e la farina aggiungendo il latte man mano.

Unisco tutti gli altri ingredienti, metto in una teglia bassa e larga con carta forno,

spargo sotto e sopra di zucchero di canna e inforno per 45′ a 200°

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